Venerdì 15 Novembre 2019
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Quel patto necessario e la luce in fondo al tunnel PDF Stampa
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di Paolo Borgna

 

Avvenire, 14 novembre 2019

 

Articolo 27 della Costituzione, legge e carcere: parola di magistrato. A cosa serve la pena? Da secoli i filosofi del diritto hanno risposto a questa domanda elaborando teorie diverse che si intrecciano fra loro. Si deve punire il colpevole perché a un comportamento antisociale si risponde con una reazione negativa che riaffermi l'autorità dello Stato.

Si deve dissuadere chi ha commesso un reato dal commetterne altri. Si deve dissuadere la generalità dei consociati dal commettere reati: dimostrando che chi viola la legge subisce delle conseguenze negative. Da tempo, però, a queste domande se ne sono aggiunte altre, più radicali.

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L'autogol di buttare la chiave PDF Stampa
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di Enrico Franco

 

Corriere del Trentino, 14 novembre 2019

 

Uno slogan, purtroppo, è assai più efficace di un ragionamento basato su dati statistici. "Buttiamo via la chiave", riferito ai detenuti, ha un indubitabile appeal anche tra chi non è ossessionato dal tema della sicurezza. Di fronte a crimini particolarmente odiosi o a recidivi incalliti, è umano pensare che la soluzione migliore sia estromettere una volta per tutte dalla comunità il "criminale".

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Carcere e riforme, non dimentichiamo il mandato costituzionale PDF Stampa
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di Paolo Ciani*

 

huffingtonpost.it, 14 novembre 2019

 

In questi giorni il Parlamento sta esaminando senza troppo clamore un testo legislativo che merita una certa attenzione, mentre molti occhi sono puntati sulla riforma della giustizia del ministro Bonafede. Si tratta dello schema di Decreto Legislativo correttivo del Riordino delle carriere delle Forze di Polizia, approvato dal Consiglio dei ministri e in queste settimane all'esame delle Commissioni parlamentari. In particolare si sta esaminando anche un riordino dei ruoli della Polizia Penitenziaria che, se approvato, rischierebbe di cambiare l'organizzazione che ha tenuto in equilibrio per trent'anni la gestione degli istituti penitenziari e dell'esecuzione della pena in Italia.

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"Mi riscatto per...", avviati al lavoro 4.500 detenuti nei primi diciotto mesi PDF Stampa
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di Valentina Stella

 

Il Dubbio, 14 novembre 2019

 

Il Ministro Bonafede presenta a Rebibbia il nuovo Ufficio centrale. "Grazie ministro. Per me, per noi detenuti questo progetto è gratificante. Ci fa accedere alla libertà, ci fa avvicinare a quelle persone che ci vedono solo come dei delinquenti ma che così capiscono che possiamo fare qualcosa per loro". Con queste parole un detenuto del carcere di Rebibbia si è rivolto ieri al guardasigilli Alfonso Bonafede al termine di una conferenza stampa indetta per illustrare il nuovo Ufficio centrale per il lavoro dei detenuti, "Mi riscatto per... il futuro".

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Il lavoro per i detenuti, risorsa sociale e garanzia di sicurezza futura PDF Stampa
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di Raul Leoni

 

gnewsonline.it, 14 novembre 2019

 

"Passare il tempo a guardare il soffitto della tua cella ti rende cattivo, il lavoro ti fa sentire orgoglioso": è la confessione fatta, con la voce spezzata dall'emozione, dal detenuto Giuseppe Camillo. Proprio lui, 52 anni, è un "veterano", l'ultimo ancora in carcere tra i partecipanti al primo progetto legato ai servizi di pubblica utilità, realizzato dall'istituto romano di Rebibbia.

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