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Io, ministro, contro le baby gang andrò nelle scuole

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di Alfonso Bonafede*

 

Il Mattino, 14 settembre 2018

 

Non possiamo lasciare soli i nostri figli più deboli e meno fortunati. Perché non è colpa loro e lo Stato deve fare la sua parte. Deve prenderli per mano e dimostrare loro che u n'altra via esiste. Ho seguito con attenzione il plenum del Csm ospitato a Napoli e la "risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel Distretto di Napoli" approvata dal Consiglio Superiore della Magistratura: un significativo contributo all'impegno di tutti noi per combattere la criminalità minorile.

È un tema che mi sta particolarmente a cuore e non è un caso che il primo dipartimento del ministero che ho visitato non appena insediato sia stato proprio quello della giustizia minorile. Ritengo, infatti, che questo sia il settore in cui dobbiamo investire di più. Non parlo di finanziamenti, parlo di un investimento politico e sociale. Dobbiamo profondere il massimo sforzo per strappare i giovani cittadini dalle grinfie della criminalità e per reindirizzarli verso un percorso di vita ispirato ai valori della legalità e del lavoro onesto.

Un investimento che è anche in sicurezza, e più in generale, per il futuro della nostra comunità nazionale. Affrontare la questione della devianza minorile significa, innanzitutto, farsi carico dell'enorme fardello della dispersione scolastica. Senza il coinvolgimento di quella grande agenzia educativa e formativa che è la scuola, infatti, non è possibile immaginare di conseguire risultati tangibili e duraturi.

Fra le prime azioni che ho avviato c'è un protocollo, ormai in via di definizione, con il ministero dell'Istruzione per implementare la cultura della legalità nelle scuole italiane. Un giro per i tanti istituti lungo lo Stivale con magistrati, avvocati ma anche personaggi della cultura e dello spettacolo che si sono distinti nella promozione della cultura della legalità.

Potrà sembrare una goccia nel mare, ma ogni ragazzo che riusciamo a sottrarre a una vita criminale non è solo un successo per lo Stato, è un'opportunità di crescita e sviluppo. Un concetto che va moltiplicato esponenzialmente se parliamo della giustizia minorile. Per questo uno degli impegni-cardine del mio lavoro al Ministero è stato e sarà sempre quello relativo alla promozione e alla valorizzazione dei progetti di inclusione sociale basati sulla formazione e avviamento professionale, sullo sport, sulle attività artistiche e culturali.

Sono profondamente convinto, infatti, che questa sia una componente decisiva dello sforzo che intendiamo portare avanti per migliorare la resa complessiva del sistema-giustizia italiano e garantire prospettive di sicurezza e legalità a tutti i cittadini. Non nascondo che i dati riportati dal procuratore presso il tribunale dei Minorenni, Maria de Luzenberger, destano preoccupazione.

A un'intensificazione dei reati contro la persona commessi da parte delle cosiddette baby gang, si affianca una diminuzione delle iscrizioni di procedimenti a carico di minorenni nell'area metropolitana di Napoli. Sia che si tratti di scarsa fiducia nella giustizia o di un clima di assoggettamento al cri mi ne, siamo di fronte a un pessimo segnale che merita di ricevere una risposta netta e tempestiva degli operatori della giustizia e dello Stato nel suo complesso.

Ho accolto, per questi motivi, con soddisfazione e interesse le considerazioni egli spunti d'intervento contenuti nella Risoluzione elaborata e approvata dal Csm, soprattutto laddove si sottolinea la necessità di potenziare i servizi socio-assistenziali, le iniziative didattico-formative, sociali e culturali. e i progetti di avviamento alla pratica sportiva.

Alla cruciale opera di repressione e sanzione dei fenomeni di devianza minorile va infatti associata l'altrettanto decisiva attività di prevenzione delle cause che concorrono a determinare l'insorgere dei comportamenti illegali. Nascere e crescere in un determinato contesto non può diventare una condanna preventiva colposa. Tutti, e ancor più i minori, hanno il diritto di poter scegliere una vita onesta. Faremo di tutto, per quanto in nostro potere, per contribuire a raggiungere questo obiettivo.

 

*Ministro della Giustizia

 

 

 



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