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Intercettazioni in tempi lunghi. La riforma slitta di quattro mesi al 1° agosto 2019

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di Claudia Morelli

 

Italia Oggi, 4 gennaio 2019

 

Intercettazioni, tempi lunghi per l'entrata in vigore della riforma "Orlando", che slitta dal 31 marzo al 1° agosto 2019. Assunzioni di personale amministrativo nella giustizia e proroga della "vecchia" disciplina per la iscrizione di avvocati nell'Albo delle giurisdizioni superiori. Incremento del fondo per le vittime della violenza domestica.

Sono i capitoli principali in materia di giustizia che sono toccati dalla legge di Bilancio 2019 (145/2018). Intercettazioni: riforma ad agosto 2019. Con una modifica introdotta con il maxi emendamento in Senato (articolo 1, comma 1139, lettera a), il Governo ha deciso di rimandare l'entrata in vigore della riforma delle intercettazioni telefoniche disposta dal decreto legislativo n. 216 del 2017 in attuazione della cosiddetta riforma Orlando, la legge 103 del 2017 (Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario).

La proroga riguarda pressoché tutte le novità della riforma eccezion fatta per l'inserimento nel codice penale del delitto di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e per la semplificazione dei presupposti per disporre le intercettazioni nei procedimenti per i reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, quando tali reati siano puniti con pena detentiva non inferiore nel massimo a 5 anni. In questi casi si deroga ai presupposti dell'art. 267 c.p.p. e l'intercettazione può essere disposta in presenza di sufficienti indizi di reato e se necessaria (non assolutamente indispensabile).

Le due disposizioni sono già in vigore dal 26 gennaio 2018. Per il resto, la riforma entrerà in vigore per le intercettazioni disposte a partire dal 1° agosto del 2019, ad iniziare dalla stretta sui contenuti pubblicabili nella ordinanza di custodia cautelare, che la riforma Orlando circoscrive ai soli "brani essenziali delle conversazioni intercettate" e "solo quando gli stessi siano necessari per esporre le esigenze cautelari o gli indizi".

E non solo. Oggetto della proroga sono gli articoli 2, 3,4, 5 e 7 della riforma. In estrema sintesi ricordiamo cosa prevedono: divieto di trascrizione anche sommaria delle comunicazioni dei difensori nei colloqui con l'assistito; divieto di trascrizione di comunicazioni non penalmente rilevanti o contenenti dati sensibili ma con obbligo di annotazione, anche sommaria, affinché il Pm possa, eventualmente, compiere valutazioni diverse; in relazione alla procedura di selezione delle intercettazioni, disciplina della fase del deposito dei verbali e delle registrazioni, con la possibilità offerta alle parti di prenderne cognizione, e la fase dell'acquisizione del materiale intercettato al fascicolo delle indagini; facoltà riconosciuta ai difensori di ottenere la trasposizione su supporto informatico delle registrazioni acquisite al fascicolo, e copia dei verbali delle operazioni; trascrizione delle intercettazioni effettuata all'apertura del dibattimento e non più al termine dell'udienza di stralcio, con conseguente facoltà delle parti di estrarre copia delle intercettazioni; conservazione nell'archivio riservato tenuto presso l'ufficio del Pm e copertura da segreto per le intercettazioni non acquisite al fascicolo e disciplina di accesso e ascolto; disposizioni in tema di contenuti della ordinanza cautelare; la nuova disciplina delle intercettazioni tra presenti mediante immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili (c.d. trojan).

Al riguardo si segnala che per questo specifico aspetto, la riforma è stata parzialmente modificata dalla legge spazza-corrotti che ha ampliato l'utilizzo dei trojan nei casi di reati contro la p.a. Efficienza della Giustizia. Gli interventi proposti nel settore della giustizia mirano nel complesso al miglioramento dell'efficienza dell'amministrazione giudiziaria e riguardano essenzialmente il personale, perseguendo l'obiettivo della copertura e dell'ampliamento delle piante organiche nonché della riqualificazione del personale in servizio.

Con riferimento agli interventi sul personale, il Ministero della giustizia è, infatti, autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, per il triennio 2019- 2021un numero massimo di 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale, 35 dirigenti di istituto penitenziario, 7 direttori di istituti penitenziari minorili. Assunzioni nel 2019 anche di magistrati ordinari vincitori del concorso già bandito alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio. L'organico della magistratura ordinaria viene aumentato di 600 unità e il Ministero della giustizia è, nel contempo, autorizzato a bandire annualmente, nel triennio 2019-2021, un concorso annuale per un massimo di 200 posti.

Con particolare riguardo alla riqualificazione di personale dell'amministrazione giudiziaria, viene rideterminata l'autorizzazione di spesa destinata a sostenere tale processo, con risorse a valere sul fondo per l'efficientamento del sistema giudiziario È inoltre autorizzata l'assunzione per il triennio 2019-2021di Consiglieri di Stato e Referendari dei Tribunali amministrativi regionali (20 Referendari di Tar e di 12 Consiglieri di Stato), in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali nonché di un massimo di 26 unità di personale amministrativo nel triennio 2019-2021; di un contingente di personale amministrativo presso l'Avvocatura Generale dello Stato pari a 91 unità nonché l'ampliamento dell'organico di 10 unità, rispettivamente, degli Avvocati e dei Procuratori dello Stato.

È inoltre autorizzato l'ampliamento delle dotazioni organiche dei referendari della Corte dei Conti, senza indicare il numero delle assunzioni ma fissando un tetto massimo di spesa. Inoltre, si segnala l'autorizzazione di specifiche assunzioni nel Corpo di Polizia penitenziaria, al fine di incrementare l'efficienza degli istituti penitenziari, nonché per le necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell'ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario. Meno fondi per la riforma penale. Sono ampliate le finalità del Fondo per l'attuazione della riforma del processo penale e dell'ordinamento penitenziario (istituito con la legge di Bilancio 2018).

Tali finalità sono infatti estese agli interventi urgenti destinati alla funzionalità delle strutture e dei servizi penitenziari e minorili. Tale Fondo, in base ad un intervento nella Sez. II del Bilancio, risulta tuttavia, per il 2019, definanziato di 10 milioni di euro. Analogo definanziamento di 10 milioni di euro riguarda il 2010 e il 2021.

Fondo per le vittime di violenza domestica. Modificata la disciplina dell'indennizzo in favore delle vittime dei reati intenzionali violenti. In particolare si incrementa il Fondo di 10 milioni annui a partire dal 2019. Inoltre sono apportate una serie di modifiche alla legge n. 122 del 2016, in merito alla disciplina del diritto all'indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti con particolare riguardo alla platea degli aventi diritto in caso di morte della vittima in conseguenza di reato; alle condizioni per l'accesso; alla riapertura e alla proroga, alla data del 30 settembre 2019, dei termini per la presentazione della domanda per la concessione dell'indennizzo.

Nel corso dell'esame in Senato, la dotazione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti, nonché agli orfani per crimini domestici è stata incrementata di 5 milioni di euro, a decorrere dal 2019. La legge di Bilancio modifica la disciplina della legge 890 del 1982 sulla notificazione postale degli atti giudiziari (introdotta dalla legge di Bilancio dello scorso anno) dettando alcune disposizioni di semplificazione ed allungando alcuni termini.

Proroghe e avvocati cassazionisti. Oltre a quella già esaminata, ricordiamo tra le altre quella di un ulteriore anno della disciplina transitoria che consente l'iscrizione all'albo per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori a coloro che siano in possesso dei requisiti previsti prima dell'entrata in vigore della riforma dell'ordinamento professionale forense (legge 247/2012).

In pratica, ancora fino al 2 febbraio 2020 sarà possibile iscriversi se in possesso dei "vecchi" requisiti: anzianità di iscrizione all'albo ordinario di 12 anni; oppure anzianità di iscrizione di 5 anni e superamento di un esame. In pratica, la disposizione proroga ulteriormente la vigenza della disciplina transitoria, fino al settimo anno successivo alla riforma forense.

 

 

 

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