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Ingiusta detenzione. Petrilli: "su 2mila casi solo la metà risarciti"

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abruzzoweb.it, 3 dicembre 2018

 

"In Italia ogni anno ci sono mediamente duemila casi di errori giudiziari e ingiuste detenzioni di queste solo la metà vengono risarciti. Questi dati così alti evidenziano un uso abnorme della carcerazione preventiva e della lunghezza dei processi".

Lo scrive in un comunicato l'aquilano Giulio Petrilli, che continua la sua battaglia per ottenere il risarcimento per una ingiusta detenzione durata sei anni dopo l'accusa di essere tra gli organizzatori della banda armata Prima Linea.

"Sul tema dei mancati risarcimenti - prosegue Petrilli - per ingiusta detenzione dopo la manifestazione i primi di ottobre scorso davanti il parlamento europeo a Strasburgo e i vari incontri con i parlamentari europei con i quali sto ragionando per predisporre una petizione efficace. Dopo questi eventi ho scritto qualche giorno fa una lettera all'alta commissaria dei diritti umani dell'Onu Michelle Bachelet ex Presidente del Cile.

Le ho riferito un problema di violazione dei diritti umani che proprio ieri con grande tenacia il quotidiano il dubbio e il sito errori giudiziari.com stanno seguitando a portare avanti. La verità sui migliaia di casi di errori giudiziari e di ingiusta detenzione in Italia. Questi giornali hanno accertato che mille persone in media ogni anno vengono risarcite per ingiusta detenzione o per errore giudiziario (revisione del processo), dati del ministero dell'economia e presumibilmente altre mille e più, pur se assolte, non hanno avuto nessun risarcimento perché' avrebbero con i loro comportamenti tratto in inganno gli inquirenti".

"Tra queste persone ci sono anch'io - ricorda Petrilli - per sei anni di carcere ingiusto (banda armata Prima Linea) e mai risarcito. Un incredibile comma, il primo dell'articolo 314 del codice di procedura penale che è da" inquisizione", infatti introduce nell'ordinamento giudiziario il comportamento morale con le presunte " cattive frequentazioni".

I due giornali hanno faticato molto per avere dati ufficiali, ma pur sempre parziali dai ministeri competenti quello della giustizia e dell'economia. Proprio ieri hanno reso conto dei dati pervenuti riuscendo, piano piano, a rompere il muro di silenzio. Dati che evidenziano un forte uso della carcerazione preventiva. L'inviolabilità della libertà personale è un caposaldo del diritto e del diritto internazionale. Dopo la manifestazione davanti Montecitorio e quella davanti la Cassazione e il parlamento europeo spero di andare presto a Ginevra nella sede della commissaria del consiglio dei diritti umani per esporre la questione", conclude Petrilli.

 

 

 



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