Immigrazione: otto extracomunitari evasi la scorsa notte dal Cie di Gradisca |
|
|
|
Condividi Ansa, 30 agosto 2010
Ennesima nottata ad alta tensione al Cie di Gradisca: altri 8 immigrati - e fanno quasi una settantina da maggio a oggi, almeno 150 dal 2006 - sono riusciti a evadere nella tarda serata di venerdì dal centro immigrati al termine di una sommossa. E l’assessore regionale Federica Seganti (Lega) chiede che il Cie si trasformi in un carcere. Ad appena quattro anni dalla sua apertura, la credibilità del Cie vacilla in maniera evidente. Evasioni, incendi, episodi di autolesionismo, operatori costantemente minacciati, sgarri tra diverse etnie costrette a convivere. E danni stimati per almeno un milione di euro, tanto che la capienza è stata ridotta ben al di sotto di quella ufficiale (240 posti) perché molti locali sono inagibili dopo le continue sommosse. I sistemi antifuga a infrarossi e per la videosorveglianza sono andati praticamente distrutti nell’estate 2009 e mai ripristinati totalmente. L’allarme è scattato poco dopo le 22, quando un gruppo di clandestini, in massima parte di etnia maghrebina, si è impossessato della “zona blu” appiccando il fuoco ai materassi delle stanze. Approfittando del marasma molti immigrati - secondo una prima ricostruzione un’ottantina - hanno raggiunto la “zona rossa” e quindi raggiunto il tetto della struttura. In 15 sono scattati verso le barriere lanciandosi nel vuoto. Solamente 7 sono stati ripresi. A polizia, carabinieri e militari che presidiano il perimetro esterno sono servite quasi due ore per tentare di intercettare alcuni dei fuggitivi e ripristinare l’ordine all’interno, in un clima tesissimo. Non si registrano feriti fra gli addetti alla sorveglianza. Solo qualche graffio e contusione per i clandestini che erano riusciti a varcare le barriere.
|