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Il carcere a vita e il profilo latente d'incostituzionalità PDF Stampa
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di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani


Il Sole 24 Ore, 28 novembre 2021

 

È tempo di dar corso a quanto afferma la Costituzione sulla funzione rieducativa della pena. Ci sono argomenti che nel dibattito pubblico hanno caratteristiche carsiche. Per la maggior parte del tempo restano sotto traccia, suscitano scarso interesse se non in qualche decina di studiosi e di attivisti. Ogni tanto vengono alla luce e quasi sempre quando ciò accade è per fiancheggiare bassa propaganda politica.

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Il dramma droga nelle carceri. Da Genova la ministra Dadone rilancia la lezione di don Gallo PDF Stampa
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di Erica Manna


La Repubblica, 28 novembre 2021

 

Un detenuto su tre è stato arrestato per spaccio, il 26% ne fa uso, l'attacco di Mauro Palma contro "gli eccessi" delle istituzioni. Un detenuto su tre si trova in carcere per spaccio. E quasi altrettanti - il 26 per cento - soffrono di dipendenza da stupefacenti.

Le carceri italiane scoppiano: eppure, ci sono 271 persone dietro le sbarre condannate a una pena inferiore a un anno e 1.603 da uno a tre anni, quando - calcola l'associazione Antigone - lo Stato risparmierebbe 300 milioni di euro all'anno se ricorresse alle misure alternative che sono previste, ma non vengono messe in atto a sufficienza.

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"Mai più prigioni, sono inumane" PDF Stampa
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di Michele Nardi


Il Riformista, 28 novembre 2021

 

L'appello a Mattarella di un ex magistrato, che scrive dal carcere. "Signor Presidente, sono e mi chiamo Michele Nardi, nato a Pavia nel 1966 magistrato da circa 30 anni, ma le scrivo come detenuto del carcere di Matera, in stato di custodia cautelare da 15 mesi.

Ho sempre servito il mio Paese e la giustizia al meglio delle mie capacità. Ma è bastata l'accusa di concorso morale in corruzione in atti giudiziari, fondata sulle sole accuse di un soggetto condannato per usura e privo di qualsiasi credibilità, per essere trascinato dalla Procura di Lecce in questo inferno. Non avendo ammesso le mie colpe - che non ho - mi hanno lasciato in carcere, mentre coloro che hanno posto in essere gli atti giudiziari oggetto di scambio corruttivo e lo stesso corruttore, sono liberi o ai domiciliari da più di un anno per aver ammesso, non potendo fare altro, le proprie responsabilità. Un metodo antico di torturare gli imputati ed ottenere confessioni!

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Giustizia e stampa, non il silenziatore ma la parola meditata e misurata PDF Stampa
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di Francesco Puleio*


La Stampa, 28 novembre 2021

 

In un recente decreto modifiche destinate ad incidere sensibilmente sul difficile rapporto tra giustizia ed informazione. "So che è un segreto, perché lo sento sussurrare dappertutto". Così un drammaturgo del '700 inglese descriveva l'illusione (e l'impossibilità) di sottrarre all'attenzione generale una notizia (a torto o a ragione) reputata di interesse pubblico. Non vorremmo che in questo stesso vagheggiamento sia caduto il nostro legislatore che, con un recente decreto, ha dato attuazione alla direttiva dell'Unione Europea n. 343 del 2016, disciplinando la comunicazione all'esterno di notizie sul processo penale (relativamente alla fase delle indagini, posto che in quella successiva del dibattimento, la regola è quella della pubblicità).

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"L'antimafia è indietro di trent'anni, e spesso si schiera contro lo Stato" PDF Stampa
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di Errico Novi


Il Dubbio, 28 novembre 2021

 

Lo storico Salvatore Lupo: "Se la Corte costituzionale ricorda come l'ergastolo ostativo debba contemplare per tutti una possibilità di perdono, nasce un problema. Come per i giudici di sorveglianza, ritenuti inadatti a vagliare le istanze dei boss".

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