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Il Viminale: "Via i balordi dai quartieri". Arriva il mini daspo, basta la denuncia

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di Cristiana Mangani

 

Il Messaggero, 11 aprile 2019

 

È una sorta di mini-daspo, qualcosa che tenga lontano da alcune zone della città i malintenzionati: spacciatori, ladri, venditori abusivi, violenti. Le prime ordinanze anti-balordi sono partite da Bologna e da Firenze, dove già in passato i prefetti avevano dichiarato delle zone off limits. E nei giorni scorsi la prefettura del capoluogo toscano ha mostrato il cartellino rosso a chi è stato denunciato in città per spaccio, percosse, rissa, lesioni personali, danneggiamento di beni e commercio abusivo su aree pubbliche.

L'iniziativa non sarà circoscritta a Bologna e a Firenze, perché ieri il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha fatto sapere che verrà allargata a livello nazionale. "Darò direttive - ha spiegato - affinché simili provvedimenti scattino in tutta Italia. Nessuna tolleranza per degrado e illegalità".

Le ordinanze si basano sulle disposizioni previste nel decreto legge n.14/2017, convertito in legge n. 48/2017, con il quale vengono stabilite le "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza urbana". In particolare, all'articolo 9, è disciplinata "la possibilità di sottoporre a tutela determinati contesti urbani compresi nelle tipologie indicate dalla norma, tra i quali le aree adibite a verde pubblico".

Da qui - è scritto nel documento prefettizio - "il divieto di stazionare in determinati luoghi ai soggetti che ne impediscano la accessibilità e la fruizione con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di tale area".

A Firenze, il "daspo anti-balordi" si applica anche nei confronti di chi abbia soltanto una denuncia per i reati già elencati. E questo vuol dire che la persona individuata dalle forze dell'ordine come" non gradita", verrà allontanata da determinati luoghi. La stessa cosa varrà per Bologna, dove i divieti riguardano la zona del Parco della Montagnola e l'area del centro storico, dove l'anno scorso si erano verificati incidenti e aggressioni, oltre che lo spaccio di droga.

La condizione sarà valida anche nei confronti di chi è in compagnia di persone che hanno precedenti. Insomma, una sorta di black list che verrà continuamente aggiornata e che avrà più che altro un valore di tipo preventivo, perché se uno spacciatore decide di violare la disposizione, non è detto che venga scoperto.

Il prefetto gli intima di non andarci, spetta poi alla persona interessata decidere se rischiare o meno di vedere aggravata la sua posizione dal punto di vista penale. La direttiva che Salvini sta preparando suggerisce ai prefetti come modello proprio le due ordinanze e chiederà alle prefetture di irrigidire le posizioni seguendo questa direzione.

Del resto, è stato Matteo Piantedosi, all'epoca prefetto di Bologna e attuale capo di gabinetto del ministero dell'Interno, il primo a istituire il divieto di stazionamento in una specifica zona della città a chi era stato arrestato o denunciato nell'ambito dei controlli nell'area.

Le applicazioni attuate sono già decine. È previsto che quando una persona viene fermata in un'area in cui era stata colpita da arresto o denuncia per fatti commessi all'interno, viene allontanata. Se poi viola l'allontanamento, la denuncia ulteriore sarà per inottemperanza a provvedimento dell'Autorità.

 

 

 

 

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