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Il piano Bonafede: agente sotto copertura e Daspo ai corrotti

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di Giovanni M. Jacobazzi

 

Il Dubbio, 10 agosto 2018

 

Il Guardasigilli ha annunciato i primi provvedimenti. "All'inizio di settembre porteremo in Consiglio dei ministri un disegno di legge che permetterà all'Italia di diventare leader in Europa e nel mondo nella lotta alla corruzione".

Lo ha dichiarato ieri il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. "Saranno introdotti due strumenti fondamentali: l'agente sotto copertura e il Daspo ai corrotti", ha ricordato. Nel primo caso "si tratta di uno strumento che esiste solo per reati di terrorismo e traffico di stupefacenti ma non per la corruzione". Non vi è traccia "tra l'altro in nessuno paese d'Europa", dunque l'Italia con l'introduzione di tale strumento "sarà all'avanguardia".

Quanto al Daspo avrà indubbiamente "un'efficacia deterrente nella pubblica amministrazione". Il contrasto ai fenomeni corruttivi sarà, quindi, il primo serio banco di prova per il governo gialloverde in materia di giustizia. Ad oggi, infatti, tranne il decreto sul Tribunale di Bari e la modifica della legittima difesa, nessun testo risultava calendarizzato in Commissione giustizia di Camera e Senato. Bonafede ha dunque deciso di iniziare da un tema da sempre molto caro ai pentastellati.

Nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti di Transparency International Italia e Riparte il futuro, associazioni impegnate nella lotta contro la corruzione e a favore della trasparenza. "Il contributo delle associazioni, in questa fase preparatoria, è molto importante - ha dichiarato - e ci permette di avere proposte, critiche e suggerimenti utili per migliorare e arricchire il lavoro: il dovere delle istituzioni è anche quello di ascoltare i cittadini, essere ricettivi e aperti al confronto con chi da anni è protagonista di battaglie importanti, per poi assumersi, infine, la responsabilità della decisione".

La conferma che il Governo voglia imprimere un'accelerazione sul fronte del contrasto alla corruzione è venuta dallo stesso vice premier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio. In una intervista, Di Maio, aveva infatti assicurato che il Guardasigilli è già al lavoro su un testo che preveda anche "un aumento di poteri per le Forze dell'ordine nelle indagini contro i fenomeni corruttivi". Sul punto si segnala l'intervento del ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, che ha garantito un importante piano di investimenti in termini di risorse umane, indispensabile per realizzare le riforme volute da Bonafede. A stretto giro, la replica delle opposizioni. Per Pierantonio Zanettin (Fi), componente della Commissione giustizia della Camera, "prima di esprimere un giudizio serio bisognerà leggere nel dettaglio il testo della proposta di legge.

Per ora Bonafede si è limitato a lanciare degli slogan. Registro comunque con favore il fatto che non si parla più di agente provocatore come si ipotizzava nell'originario programma elettorale del Movimento 5 Stelle, ma più semplicemente di agente sotto copertura". Per l'ex componente del Csm, "se è relativamente facile comprendere il ruolo di questo agente, quando si tratta di sgominare organizzazioni terroristiche o dedite al traffico di stupefacenti, meno agevole appare l'individuazione delle sue modalità operative, quando il reato da reprimere è la corruzione, fattispecie astratta che non presuppone una stabile ed articolata organizzazione".

Bocciatura preventiva, invece, per il Daspo. "Nel nostro ordinamento - ha affermato Zanettin - il Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) è un provvedimento amministrativo irrogato dal Questore nei confronti dei tifosi violenti. Sarebbe molto grave se il ministro intendesse introdurre nell'ordinamento un nuovo provvedimento amministrativo, privo delle necessarie garanzie di difesa ai danni di chi è semplicemente accusato di corruzione. Se invece il ministro intende riferirsi ad una sanzione penale accessoria, conseguente alla condanna per corruzione, ricordo che l'art 32 quater del codice penale prevede già per il corrotto il divieto di contrattare con la Pa".

 

 

 



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