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Il pg di Cassazione: "Basta con le sentenze che contengono giudizi morali o estetici"

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Il Messaggero, 16 marzo 2019

 

"Nelle sentenze bisogna occuparsi di fatti e non dare giudizi morali o estetici. Farlo potrebbe costituire illecito disciplinare". Il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, in occasione della presentazione del bilancio sociale della procura generale della Cassazione, va dritto al tema che in questi giorni ha acceso il dibattito: sentenze motivate in modo quantomeno inopportuno e aggiunge: "Le sentenze - sottolinea - devono essere risolte ed espresse in termini tecnici e deve essere rispettata la dignità delle persone e la correttezza verso le parti del processo".

Sui recenti verdetti che hanno riguardato violenze sessuali e un femminicidio e uno stupro ritenuto non possibile per la "bruttezza" della vittima sono in corso acquisizioni di documentazione per valutare eventuali iniziative disciplinari che il Pg non esclude affatto. Per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede il problema non sono tanto le singole sentenze ma l'escalation della violenza contro le donne che quotidianamente allunga la sua lista. "Non si tratta di stare a vedere le singole sentenze, il problema vero - per il Guardasigilli - è che sulla violenza di genere c'è un degrado, ogni giorno un fatto nuovo, una degenerazione culturale gravissima: in questa situazione il legislatore deve mettere mano alla legge e faccio appello affinché la riforma "Codice rosso" sia approvata all'unanimità".

Le nuove norme dovrebbero consentire un accesso rapido alla giustizia da parte di chi denuncia. Per quanto riguarda la sentenza di Bologna che per la "tempesta emotiva" ha dimezzato la condanna all'omicida di una giovane donna che lo aveva lasciato, il Pg Fuzio ha comunicato che l'ufficio giudiziario bolognese ha mandato alla Cassazione la sentenza che ha sollevato tante proteste. "Sembra che lo stesso estensore della sentenza abbia fatto una conferenza stampa e questo è un fatto censurabile", ha aggiunto Fuzio, che competente per l'azione disciplinare, precisando che il suo ufficio valuterà tutte queste ultime decisioni della magistratura.

 

 

 

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