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Il guinzaglio del Csm ai pm scomodi: tutto il potere ai capi

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di Antonella Mascali

 

Il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2017

 

Circolare Csm. La bozza dà ai procuratori la potestà di sottrarre le indagini ai pm, senza motivazioni. E l'ultima parola sugli arresti. Autonomia e Indipendenza, la corrente di Piercamillo Davigo ha lanciato l'allarme su una possibile "deriva autoritaria" nelle Procure italiane a causa di una circolare che il Csm sta mettendo a punto e ieri il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha fatto il pompiere di palazzo dei Marescialli: la circolare sulle procure, su cui sta lavorando la Settima Commissione "mai potrà ledere le prerogative attribuite dalla legge" ai procuratori e ai pm "garantite dalla Costituzione e dallo stesso ordinamento giudiziario".

Della Circolare non c'è ancora un testo definitivo, ma secondo l'ultima bozza, valida fino a ieri sera e peggiorativa rispetto ad altre versioni che riconoscevano maggiore "partecipazione" ai singoli magistrati di ciascun ufficio, si prevede un aumento dei poteri dei procuratori ai danni dell'indipendenza dei singoli pubblici ministeri. Il testo provvisorio, infatti, prevede che un procuratore, senza provvedimento motivato, possa autoassegnarsi un'inchiesta e toglierla al pm, insomma può assegnare o revocare un'indagine a sua discrezione e così - osservano diversi magistrati - un procuratore può avere il potere di isolare un pm scomodo perché fa inchieste su politici, su colletti bianchi o su capimafia. E la storia giudiziaria è piena di dissidi dentro le procura: Pietro Giammanco-Giovanni Falcone, per citare uno dei casi più drammatici.

Ai procuratori spetterebbe anche la parola definitiva su un provvedimento cautelare che vuole chiedere un pm. Osserva Autonomia e Indipendenza: "Il principio dell'autonomia del singolo magistrato e della sua sottoposizione soltanto alla legge rappresenta un cardine del nostro ordinamento non derogabile nemmeno dalla legge ordinaria".

Se dovesse essere confermato quanto è ancora in discussione, non solo, come detto, AeI "teme una deriva autoritaria" ma "ritiene gravemente contraria ai principi costituzionali la decisione di negare" al pm "la scelta sulla adozione finale dei provvedimenti" legati a un'inchiesta che sta conducendo. E considera contraria alla Costituzione, sempre che la bozza sarà confermata, anche la possibilità di "sottrarre al controllo degli organismi di autogoverno (Csm e Consigli giudiziari locali, ndr) la revoca dell'assegnazione" di un fascicolo a un pm da parte di un procuratore "in caso di dissenso rispetto alla opinione del sostituto". Quindi, conclude AeI, in questo modo non ci sarebbe alcuna possibilità "di controllo democratico".

Ma Legnini prova a minimizzare, ribadisce che "non esiste alcun testo definitivo, solo ipotesi di lavoro al vaglio della Settima Commissione", che hanno sentito diversi dirigenti degli uffici. Il vicepresidente del Csm si vanta del fatto che il Consiglio "sta lavorando ad una circolare diretta, per la prima volta, a disciplinare in modo chiaro il ruolo dei dirigenti degli uffici, dei procuratori aggiunti e dei sostituti all'interno delle Procure, nel doveroso rispetto della Costituzione e della legge, nonché delle funzioni riservate al Consiglio" e che questa circolare, precisando i compiti nelle procure, servirà a "risolvere in origine, anzi a prevenire i possibili contrasti interni, assai deleteri per la credibilità della giustizia penale". Bene, ma bisognerà vedere se per prevenire o risolvere i conflitti i pubblici ministeri non saranno più soggetti soltanto alla legge ma ai loro procuratori capo, attraverso astute circolari.

 

 

 

 

 

 

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