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Il filosofo Gianni Vattimo assolto dall'accusa di falso ideologico

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di Simona Lorenzetti

 

La Stampa, 6 aprile 2017

 

Sotto accusa perché fece visita in carcere a un militante no Tav accompagnato da due attivisti. "Il fatto non sussiste". Si chiude così, con una sentenza di assoluzione, il processo per falso ideologico a carico del filosofo Gianni Vattimo. I pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino lo accusavano di aver fatto entrare in carcere, sfruttando il suo ruolo di europarlamentare, due militanti No Tav, Nicoletta Dosio, la storica pasionara del movimento, e Luca Abbà, il giovane rimasto folgorato nel 2012 sul traliccio davanti al cantiere di Chiomonte.

Il giudice Federica Florio ha assolto anche loro dall'accusa di falso. Il filosofo era entrato alle Vallette il 15 agosto 2013 per fare visita a Davide Giacobbe, arrestato pochi giorni prima dalla Digos di Torino a Varese con l'accusa di avere aggredito un membro delle forze dell'ordine durante un tafferuglio. Nell'occasione Vattimo, all'ingresso del carcere, aveva firmato un modulo in cui sosteneva che i due attivisti erano suoi "collaboratori". E loro avevano fatto lo stesso.
"Nicoletta Dosio e Claudio Abbà erano persone con cui mi consultavo per avere informazioni sul movimento No Tav quando dovevo occuparmi come europarlamentare di temi inerenti all'alta velocità". Si era difeso così Vattimo nell'udienza del 5 ottobre. Per questa ragione l'europarlamentare portò con sé i due attivisti certificando che erano suoi collaboratori. "Mi sentivo tranquillo era una prassi che seguivo abitualmente" aveva detto.
"È un reato che non sussiste - ha detto l'avvocato Carlo Blengino, difensore di Vattimo - perché il professore, come europarlamentare, aveva il diritto di farsi accompagnare da chiunque poteva essergli utile per il suo ufficio. L'autorità giudiziaria non può sindacare le sue scelte". Oggi in aula l'avvocato difensore di Abbà, Claudio Novaro, ha sottolineato come sia stato celebrato un processo "complicato e tortuoso" per un episodio "modesto", "bagatellare". I pm avevano chiesto una condanna a dieci mesi per Vattimo, a nove mesi per la pasionara Nicoletta Dosio e a sette mesi per Luca Abbà.

 

 

 

 

 

 

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