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I 5 Stelle dicano che giustizia vogliono darci

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di Antonio Esposito

 

Il Fatto Quotidiano, 13 settembre 2017

 

Due domeniche fa i dioscuri del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono intervenuti, rispettivamente, a due manifestazioni completamente diverse tra loro. Il primo - che si appresta ad essere designato, attraverso votazione in rete, candidato premier (la designazione risulterà inconsistente e poco credibile se voteranno soltanto i soliti 40 mila iscritti) - si è, serioso e compunto, presentato, reduce da Harvard, nel "salotto" dei padroni della finanza e della economia nazionale, guadagnandosi la dura reprimenda dell'ex senatore e magistrato Ferdinando Imposimato, da sempre vicino al Movimento.


Di Maio ha rassicurato i "padroni del vapore" affermando che il Movimento 5 stelle non è una forza "populista" ed ha precisato di "credere nel primato della politica" (meglio avrebbe fatto a dire di "credere nel primato della legge").
Il secondo, invece, spigliato e per nulla supponente, si è presentato alla festa versiliana del Fatto Quotidiano dove ha riscosso uno strepitoso successo tenendo efficacemente testa a due "mastini" del calibro di Peter Gomez e Massimo Fini che lo incalzavano con insidiose domande su grandi temi di politica interna ed estera (sicurezza, immigrazione, missioni di guerra, ecc.) fornendo precise e convincenti risposte su come il Movimento - ove dovesse assumere il governo del Paese - intende, in concreto, affrontare e risolvere tali rilevanti problematiche. È mancato, invece, il contraddittorio sui temi della Giustizia, (peraltro, quasi sempre assenti nei dibattiti televisivi cui partecipano esponenti dei 5 stelle), sicché, allo stato attuale, non è dato conoscere se, ed in che modo, il Movimento, ai fini di rendere più celere e certa la Giustizia civile e penale - oggi scandalosamente lenta e incerta - intenda riformare i relativi, inefficienti, sistemi processuali, e se, e in che modo, intenda riformare il Csm ai fini di stroncare la degenerazione correntizia e politica ed evitare che possano essere adottati provvedimenti ispirati da logiche lottizzatorie, come, purtroppo, spesso è avvenuto.
È, pertanto, necessario che il Movimento espliciti, con urgenza, in pubblici dibattiti, un articolato programma su come intende riformare la Giustizia e dal quale risulti dettagliatamente:
a) se, intende, ed in che modo, riformare il processo civile e penale, iniziando, immediatamente, dall'istituto della prescrizione che va interrotta dalla emissione del decreto che dispone il giudizio;
b) se, ed in che modo, prevede di modificare il sistema di elezione dei membri togati del Csm e se ritenga che l'unico sistema idoneo ad eliminare la degenerazione correntizia sia quello dell'estrazione a sorte dei componenti;
c) se intende prevedere l'assoluta incompatibilità ad essere nominati membri laici dei professori universitari e degli avvocati che ricoprono o abbiano ricoperto, a qualsiasi livello, cariche politiche;
d) se intende proporre l'abrogazione della disposizione contenuta nell'art. 104 Cost. secondo cui "fanno parte di diritto del Csm il primo Presidente e il Procuratore Generale della Cassazione", escludendoli, comunque, in ogni caso, dal comitato di presidenza;
e) se intende prevedere che il V. Presidente del Csm non venga eletto dal "Plenum" ma sia estratto a sorte tra i membri laici;
f) se intende, ed in che modo, riformare la sezione disciplinare del Csm (e il relativo procedimento), prevedendo, in ogni caso, che a presiedere la sezione sia persona diversa dal V. Presidente;
g) se intende prevedere il divieto assoluto per i magistrati di assumere incarichi extragiudiziali ivi compresi l'insegnamento e la partecipazione a commissioni esaminatrici (ad eccezione di quella per l'accesso alla magistratura la cui composizione va radicalmente modificata sia per renderla molto più autorevole sia per sottrarla ai "tentacoli" dell'Asm);
h) se intende prevedere l'abrogazione della norma che consente al Governo di nominare un quarto dei Consiglieri di Stato.
Si tratta di questioni fondamentali per i cittadini che hanno il diritto di essere informati, in maniera dettagliata, in vista delle prossime elezioni, da un Movimento che ha raccolto oltre otto milioni di voti poiché si proponeva di combattere partitocrazia, lobby e poteri forti (principi nei quali sembrano ancora fortemente credere, tra gli esponenti più rappresentativi, Di Battista, Fico e la Taverna ai quali è sostanzialmente rivolto l'invito contenuto nel presente articolo), ed è a questi elettori - e non ai 150 mila iscritti (e a quei 40 mila che votano in rete) - che il Movimento, nell'attuazione dei principi fondanti, deve dar conto, astenendosi dall'incontrare, come purtroppo è avvenuto, gerarchie ecclesiali, ambasciatori dei Paesi della Ue, Confindustria, vale a dire gli effettivi detentori del potere reale.

 

 

 

 

 

 

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