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Grosseto: detenuto si uccide impiccandosi nella cella

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di Francesca Gori

 

Il Tirreno, 1 novembre 2018

 

L'uomo aveva 66 anni e doveva scontare un altro anno di reclusione: non aveva mai dato segnali di sofferenza. Inutili i tentativi di rianimazione. Sul referto firmato dal medico del Misericordia c'è scritto "morte per asfissia da strangolamento" e i tentativi di rianimazione, ripetuti, disperati, andati avanti per decine di minuti nel carcere di via Saffi non sono serviti a salvare la vita a un detenuto originario del Napoletano.

Aveva 66 anni ed era in carcere dal 2015, da quando era stato condannato a cinque anni e quattro mesi per una serie di scippi compiuti in città. Era diventato il terrore delle anziane: ne aveva rapinate sette, stando all'indagine della squadra mobile che si concluse con un arresto in flagranza. In carcere però, il sessantaseienne aveva saputo dimostrare a tutti che nella vita si può cambiare e aveva conquistato la fiducia del personale e degli altri detenuti.

L'amministrazione carceraria lo faceva lavorare, godeva ogni tanto di qualche permesso. Era gentile con tutti, era un detenuto modello e sapeva che sarebbe uscito tra poco più di un anno. Poi, martedì pomeriggio, la tragedia. Senza dire nulla, senza mai aver manifestato un disagio così forte e così serio da spingerlo a togliersi la vita, il sessantaseienne ha deciso di andarsene per sempre. È stato trovato pochi minuti dopo essersi messo un cappio di fortuna intorno al collo e dal carcere è partito subito l'allarme al 118.

Gli agenti della penitenziaria sono intervenuti immediatamente e i sanitari hanno fatto il possibile per strapparlo alla morte. Ma l'uomo è arrivato al Misericordia ormai senza vita e la sua salma è ora all'obitorio, in attesa dell'autopsia che si svolgerà nei prossimi giorni, su disposizione del sostituto procuratore Arianna Ciavattini che sta coordinando le indagini dei carabinieri. Un dramma che riporta con la mente a un altro suicidio avvenuto in una cella in via Saffi due anni fa. Episodi che a Grosseto non sono all'ordine del giorno: in Italia, nell'ultimo anno, i detenuti che si sono tolti la vita sono stati 51.

Il Garante delle carceri della Toscana Franco Corleone ha fatto visita spesso alla struttura di Grosseto dove i problemi rilevati sono stati sempre gli stessi: la casa circondariale di Grosseto è troppo piccola, angusta e buia, senza uno spazio comune di dimensioni adeguate.

Nonostante queste relazioni però, il lavoro della direttrice Maria Cristina Morrone e degli educatori, insieme a quello degli agenti della penitenziaria è un lavoro che ha ricevuto il plauso della città. Così come quello dei Radicali Maremma che proprio a giugno hanno visitato la struttura. "Abbiamo avuto un'ottima impressione - dice Michele Bottoni dei Radicali Maremma - La valutazione finale è estremamente positiva".

 

 

 

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