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Giustizia: Rita Bernardini (Pd); lavoro di Associazione Antigone è la base della democrazia

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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 22 maggio 2011

Mai iscritta all’associazione Antigone? “Forse sì, qualche volta negli anni... Ora che ci penso, loro non me l’hanno mai chiesto. E hanno sbagliato! Ma è come se lo fossi”.
Scherza Rita Bernardini, la deputata radicale, paladina per antonomasia dei diritti dei carcerati. Vent’anni passati a lottare per gli stessi principi. Vicini eppure differenti.

Come definirebbe l’opera di Antigone in questo ventennio?

Meritoria. Importante, soprattutto perché si è concentrata sul lavoro d’informazione, per rendere il sistema carcerario un po’ più trasparente. Indagare per informare è l’unico metodo per sconfiggere l’illegalità diffusa nei penitenziari italiani. Per esempio, se Dario Stefano Dall’Aquila non avesse denunciato (sul manifesto, ndr) sistematicamente le condizioni dei detenuti psichiatrici nell’Opg di Aversa, non ci sarebbe stata nemmeno l’indagine compiuta dal senatore Ignazio Marino per la commissione d’inchiesta parlamentare.


Il lavoro sulla trasparenza che fa Antigone è la base per un sistema democratico. Mai stati in disaccordo?


No, mai. Se devo riscontrare un limite, che però contraddistingue molto dell’associazionismo italiano, è quello di non sapersi unire con altri su obiettivi precisi in momenti particolarmente delicati, come l’attuale.


Scontano la particolarità della sinistra di essere un po’ litigiosa?


Esatto. Visto che siamo tutti animati dallo stesso spirito e perseguiamo gli stessi fini, dovremmo unire di più le nostre forze. Per esempio in questo momento noi abbiamo individuato l’amnistia come strumento per riportare il sistema giudiziario in una condizione di legalità, e per questo Marco Pannella sta facendo lo sciopero della fame. La situazione è talmente degenerata che non basta l’indulto senza amnistia e altri tipi di accorgimenti.


Tipo cercare di cambiare le leggi criminogene come quella sulle droghe, sull’immigrazione e sulla recidività?


Sull’analisi del perché si riempiono le carceri siamo d’accordo ma occorre trovare subito una risposta giusta ai problemi del carcere ma anche a quelli della giustizia. Se c’è un incendio, prima va spento poi si interviene per prevenirlo. Ecco, sull’amnistia non sento particolare entusiasmo.


In vent’anni la sinistra è diventata un po’ meno garantista e un po’ più giustizialista?


Purtroppo sì. Teniamo conto del periodo storico in cui è nata Antigone: nel 1991 sembrava dovesse crollare il regime partitocratico, poco dopo ci fu Tangentopoli e così via. Allora sembrava che si potesse sconfiggere quel sistema di potere, e invece purtroppo quel sistema si è ricomposto sotto altri termini mantenendo il carattere consociativo del potere. Da allora in poi, la sinistra ha fatto mancare il sostegno al principio garantista allo stesso modo che nei confronti dei delitti di stampo mafioso, disconoscendo cioè i diritti degli uomini di mafia e accettando per loro leggi speciali, una legislazione a doppio binario.


Antigone nasce proprio mentre nelle carceri entrano i politici di Tangentopoli. Non è un marchio di garantismo doc?


Certo, cosa doppiamente apprezzabile visto i tentativi di soffocare questi principi. Negli anni anche il ruolo di Magistratura democratica è scolorito dal punto di vista delle garanzie democratiche.


Da quando sale sulla scena Berlusconi?


Secondo me già da prima, dai tempi di Tangentopoli perché si voleva marcare la differenza, ribadire che quel sistema era estraneo alla sinistra. Mentre era chiarissimo che quel sistema riguardava tutta la partitocrazia.


Allora bisognerebbe risalire agli anni di piombo.


Sì, è vero. Il Pci sostenne la legge Reale come l’articolo 41 bis (che dispone il carcere duro per determinati reati, ndr). Davanti alla “minaccia del terrorismo” erano poche le voci contro queste leggi speciali che limitavano l’esercizio della democrazia, ed erano voci considerate addirittura estremiste. Mi pare che mai le cosche abbiano avuto un periodo di sviluppo come ora, perché ormai sono interne al regime.


Quindi, doppio merito ad Antigone.


Assolutamente. Proprio perché per loro non deve essere stato così facile reggere per venti anni, meritano stima incondizionata. Antigone ha retto per la sua autorevolezza dimostrata negli anni. La resistenza di tanti anni dà anche la misura delle convinzioni, quelle che mancano alla sinistra italiana.

 

 

 


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