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Giustizia: reato di “clandestinità”… l’impatto della Direttiva Ue sui tribunali e sulle carceri

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Redattore Sociale, 27 gennaio 2011

 

Alla luce delle direttiva europea 115/2008 sui rimpatri, alcuni tribunali hanno assolto imputati che non hanno ottemperato al decreto di espulsione come previsto dalla Bossi-Fini.

La direttiva europea 115 del 2008 si riferisce al rimpatrio dei cittadini immigrati irregolari ed è entrata in vigore il 24 dicembre 2010. In Italia non è ancora stata recepita. La norma dell’Ue risulterebbe in contrasto con la legge Bossi - Fini per quanto riguarda il reato di clandestinità. Ecco perché: la legge Bossi - Fini stabilisce pene da 1 a 5 anni per lo straniero irregolare che resti in Italia nonostante un provvedimento di espulsione e un ordine di allontanamento del questore. In pratica l’immigrato irregolare può essere arrestato e condannato al carcere solo per inosservanza del provvedimento di espulsione.
Proprio su questo punto la direttiva Ue sarebbe in contrasto con la Bossi - Fini, perché stabilisce invece che lo straniero “non può essere privato della propria libertà personale” e che si “dovrebbe preferire il rimpatrio volontario a quello forzato, con la concessione di un termine per la partenza”. Alla luce di questa indicazione, alcuni giudici hanno ritenuto non giustificabili gli arresti degli stranieri irregolari. E altri hanno già assolto degli imputati che non hanno ottemperato al decreto di espulsione del questore.
A Firenze, la Procura ha emesso una circolare che stabilisce che non sarà più possibile arrestare “automaticamente” gli stranieri irregolari, ma sarà necessario procedere con regolari denunce all’autorità giudiziaria sulla loro presenza irregolare e attendere il responso della magistratura che valuterà i singoli casi e gli eventuali provvedimenti da prendere.
A Genova, il sostituto procuratore Francesco Pinto non ha applicato la legge Bossi - Fini, ordinando la scarcerazione di un irregolare, proprio in base alla direttiva 2008/115. Il tribunale di Milano ha sospeso il processo a un senegalese e ha spedito gli atti alla Corte di giustizia dell’Ue.
Secondo il tribunale, la legge Bossi - Fini svuota la direttiva Ue perché aggira le “condizioni tassative in presenza delle quali gli Stati possono lecitamente privare della propria libertà personale lo straniero sotto rimpatrio”. Il tribunale di Milano chiede quindi alla Corte Ue di chiarire se questa interpretazione sia corretta.
Infine a Brescia, la procura ha emanato una circolare in cui si afferma che l’articolo 14 del Testo unico immigrazione, come previsto dalla direttiva europea, non verrà applicato nei confronti degli immigrati irregolari perché non possono essere perseguiti. Quindi verrà chiesta l’archiviazione degli atti perché il fatto non sussiste o verrà disposta l’immediata scarcerazione dello straniero.

 

- Scarica la Direttiva 2008/115/CE (pdf)

 

 

 


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