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Automatismi, quella sirena che strega i magistrati PDF Stampa
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di Luigi Ferrarella

 

Corriere della Sera, 21 ottobre 2019

 

Domani la Corte Costituzionale deciderà sull'ergastolo ostativo, che a mafiosi e terroristi impedisce anche solo di chiedere misure alternative. C'è di nuovo chi - come e quasi più di Berlusconi nel suo ventennio - sta sfiduciando i magistrati, vuole legare le mani ai giudici, e pretende di azzerarne la discrezionalità imprigionandola nelle gabbie di inderogabili automatismi dettati da rigide presunzioni legali di immutabilità: solo che quel "qualcuno" non è più il leader politico di turno, insofferente al controllo di legalità, ma paradossalmente sono proprio i magistrati.

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L'ergastolo ostativo e il traino dei battelli sul Danubio PDF Stampa
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di Davide Galliani*

 

Il Sole 24 Ore, 21 ottobre 2019

 

L'ergastolo ostativo è equivalente al traino dei battelli controcorrente imposto nel 1778 dall'imperatore austriaco in seguito all'abolizione della pena di morte. Ecco perché. L'imperatore austriaco, nel 1778, abolisce la pena di morte. Per tenere alta la deterrenza, introduce: la detenzione, da trenta a cento anni, con cerchio di ferro al torace, ferri ai piedi, letto di assi, nutrimento a pane e acqua, isolamento; l'incatenazione, con totale impossibilità di movimento, che, una volta all'anno, per pubblico esempio, comprende anche delle bastonate; il traino dei battelli controcorrente sul Danubio.

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Ergastolo ostativo: la prevenzione della criminalità e il rispetto della dignità umana PDF Stampa
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di Marco Pelissero*

 

Il Sole 24 Ore, 21 ottobre 2019

 

Non è facile comprendere le dinamiche che sorreggono il diritto penale, specie quando si tratta di fatti lesivi di diritti fondamentali delle persone e dell'intera comunità associata; soprattutto, non è facile trasmettere le ragioni che stanno alla base di decisioni che appaiono, a prima vista, un'inaccettabile concessione in favore di chi ha commesso un reato, specie se efferato. Il fatto è che siamo tendenzialmente propensi ad identificarci con chi è vittima del reato e mai con chi ne è l'autore (salvo che l'autore sia colui che si difende da un'aggressione ingiusta, ed allora il discorso cambia completamente).

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Il regime ostativo non risponde a esigenze di difesa sociale PDF Stampa
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di Claudia Pecorella*

 

Il Sole 24 Ore, 21 ottobre 2019

 

Il condannato alla pena dell'ergastolo non può mai essere privato di una prospettiva concreta ed effettiva di liberazione. La questione dell'ergastolo ostativo pone la Corte costituzionale di fronte a un bivio, dovendo scegliere se andare alla ricerca di possibili giustificazioni sul piano teorico della presunzione assoluta di non rieducabilità di chi non collabora con la giustizia oppure valutare quella presunzione alla luce dell'esperienza concreta maturata nei ventisette anni trascorsi dalla sua introduzione.

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Ergastolo ostativo: se Strasburgo confonde la giustizia con la clemenza PDF Stampa
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di Francesco Carraro*

 

Il Fato Quotidiano, 21 ottobre 2019

 

C'è qualcosa di giuridicamente "stonato" nella sentenza con cui la Grand Chambre della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha spiegato all'Italia che l'ergastolo ostativo va rivisto. E che prescinde dal caso specifico trattato. Ma forse, prima, c'è anche qualcosa di semanticamente fuorviante, e quindi di razionalmente sballato, nella locuzione "ergastolo ostativo". I due termini costituiscono un magnifico esempio di tautologia: una figura retorica con la quale si usano vocaboli ridondanti rispetto al significato da veicolare. Un ergastolo dovrebbe essere "ostativo" di default: l'aggettivo è superfluo.

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