Giustizia: Moretti (Ugl); con “sorveglianza dinamica” rischio implosione delle carceri |
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Agenparl, 4 giugno 2012
Il sistema di “sorveglianza dinamica” messo a punto dal Dap non ci convince affatto. Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, spiegando che non si può pensare di abbassare i livelli di sicurezza e di modificare la pianta organica delle strutture penitenziarie senza un preventivo confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Soprattutto, introducendo la “logica dell’autogestione”, non si tengono in alcuna considerazione le professionalità che operano nelle carceri italiane, anzi, si apre la porta ad inevitabili e pericolose riduzioni di personale sotto la spinta dell’aumento delle tecnologia impiegata nella gestione delle strutture. Per Moretti “la drammatica situazione degli istituti penitenziari italiani è ormai nota a tutti: il numero dei detenuti eccede del 30 per cento la capienza degli edifici e l’organico è carente di circa 7.000 unità. In questo contesto, riteniamo che l’abbassamento dei livelli di sorveglianza non potrà far altro che aumentare il rischio di implosione delle carceri”. “Per risolvere sul serio il problema del sovraffollamento - conclude il sindacalista - occorrono strutture adeguate e un piano frutto del confronto con i sindacati degli agenti perché, come ha affermato oggi il ministro della Giustizia, Paola Severino, è necessario il consenso di tutti, in particolare di chi è chiamato ogni giorno a garantire l’ordine e la sicurezza nelle carceri italiane”.
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