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Giustizia informale, una tradizione secolare per risolvere i conflitti etnici

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di Elis Viettone

 

La Repubblica, 10 marzo 2019

 

In molti Paesi in via di sviluppo i giudici informali conoscono più a fondo il contesto sociale in cui operano e sono in grado di restituire alla comunità un maggiore senso di riappacificamento. Esiste una giustizia formale e una giustizia informale, in molti Paesi nel mondo sono altrettanto importanti. "In Kirghizistan ci sono 250 magistrati e 5mila giudici informali: rivolgersi alla giustizia informale per la risoluzione delle controversie è molto più semplice, economico e immediato", spiega Margarita Meldon, manager del Programma regionale Europa orientale e Asia centrale per Idlo, International Development Law Organization, che, in viaggio dai Balcani alla Mongolia, segue personalmente lo sviluppo della giustizia.

Un sistema giudiziario più solido. Tra le principali attività dell'Idlo c'è il supporto alle istituzioni nella formazione di magistrati, giuristi e addetti al funzionamento del sistema giudiziario ufficiale affinché sia più efficiente e indipendente e l'aiuto ai singoli cittadini per garantire loro l'accesso alla giustizia - spesso si tratta di vittime di violenze, schiavitù e prostituzione. Infine, il sostegno al comparto economico, con leggi e regolamenti che promuovano le piccole e medie imprese. Insieme a queste tre aree, una speciale attenzione al miglioramento di meccanismi contro la corruzione e al rafforzamento della parità di genere.

La giustizia informale ha una tradizione secolare. "In molti Paesi estremamente lontani dalla nostra cultura, come ad esempio quelli dell'Asia centrale, la giustizia informale è uno strumento fondamentale per la risoluzione dei conflitti tra etnie", continua Meldon riferendosi anche alla relazione di Idlo Engagement with Customary and Informal Justice Systems. I giudici informali - che in alcuni casi sono eletti dagli abitanti di una determinata area, oppure sono i componenti del consiglio dei saggi di un villaggio - conoscono più a fondo il contesto sociale in cui operano, sono un numero maggiore rispetto ai magistrati e spesso non costano nulla, restituendo alla comunità un maggiore senso di riappacificamento. Questo tipo di procedimenti riguarda solo gli illeciti meno gravi ed è sempre possibile impugnare queste sentenze davanti ai tribunali tradizionali.

La corruzione è la prima emergenza. "Da dieci anni mi occupo dei Paesi quali Albania, Kazakistan, Tagikistan, Mongolia Sono tutti davvero cambiati ma non sempre in meglio. In Tajikistan, ad esempio, ho visto un netto aumento del fondamentalismo religioso, pericoloso per i diritti di uomini e donne". Su scala mondiale però la corruzione è la prima emergenza e le tecnologie non hanno aiutato: "Alla stessa velocità con cui oggi avvengono le transazioni finanziarie e gli investimenti, sugli gli stessi canali, viaggia anche una rete di corruzione che purtroppo non ha più confini", puntualizza l'esperta. "Intercettare questi reati è sempre più complicato".

 

 

 

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