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La Nigeria crede nei "mercanti della speranza" PDF Stampa
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di Michele Farina

 

Corriere della Sera, 24 ottobre 2020

 

La "Coalizione Femminista" dice ai giovani: non cadete nella trappola di chi vuole trasformarvi in nemici o martiri. Voi servite più da vivi che da morti. "Siamo mercanti di speranza", e per questo "vi chiediamo di rispettare il coprifuoco e le indicazioni delle autorità".

Il messaggio della Feminist Coalition è rivolto ai giovani nigeriani che in questi giorni con coraggio e determinazione hanno raggiunto due straordinari obiettivi: mettere sulla difensiva un governo abituato a infischiarsene brutalmente dei cittadini. E indurre il mondo distratto a curarsi di quanto avviene in un "angolo" di un continente considerato marginale.

Nelle ultime due settimane la Nigeria è stata teatro di una protesta pacifica, nella quale la Feminist Coalition ha avuto un ruolo trainante: giovani scesi in piazza per chiedere lo smantellamento della famigerata Sars, un corpo speciale della polizia che anziché proteggere i cittadini li taglieggia con ferocia e impunità. Martedì notte forze di sicurezza hanno compiuto una strage tra i manifestanti inermi. Gruppi di picchiatori al soldo della polizia avevano preparato il terreno assaltando negozi e centri commerciali, per giustificare l'idea di una protesta violenta.

Amnesty International accusa il governo della morte di almeno 12 persone. Chi pensava di chiudere la partita nel sangue si è dovuto ricredere. Alla fine è dovuto intervenire pure il presidente, l'ineffabile Muhammadu Buhari, che pur incredibilmente (e vergognosamente) non ha citato i ragazzi uccisi nel buio di Lagos.

Ma già il fatto che abbia parlato è segno di debolezza. In questo gioco di specchi e di eco, l'appello della "Coalizione Femminista" dice ai giovani: non cadete nella trappola di chi vuole trasformarvi in nemici o martiri. Voi servite più da vivi che da morti. Rispettate il coprifuoco. L'idea dei mercanti di speranza ben si addice a un Paese (un continente) dove il commercio anche spicciolo è in ogni angolo di strada, in ogni sogno. Commercio di cose e di ideali. Essere "mercanti di speranza": un obiettivo che vale per tutti.

 
Discariche sociali: ecco le nostre carceri PDF Stampa
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di Gioacchino Criaco


Il Riformista, 23 ottobre 2020

 

Troppe violazioni minime che portano in cella, detenzioni estenuanti e leggi confuse sulla droga. Così il sistema ci costa tantissimo: serve più prevenzione. Per spiegare davvero cosa sia il carcere, uno dovrebbe essersi fatto un po' di galera, sul serio non come succede per finta nei film americani. Ma poi nemmeno questo basterebbe, perché ognuno tenderebbe a raccontare le proprie prigioni, con troppi elementi personali e pochi di carattere e utilità generale.

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Pugno di ferro dietro le sbarre contro i peccati d'amore PDF Stampa
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di Rita Bernardini


Il Riformista, 23 ottobre 2020

 

Dieci minuti di telefonata a settimana, un'ora sola di colloquio, proibiti quelli intimi. E vi meravigliate se un detenuto si innamora della psicologa? Mi scrive Bruno dal carcere di Rebibbia: "L'inserimento del detenuto in cosa consiste? Io credevo di essere un detenuto modello e ci credevo molto in ciò che facevo. Ero inserviente in cucina e dopo il lavoro andavo a scuola e dopo la scuola facevo teatro e dopo il teatro andavo in palestra.

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Stretta sui telefoni in cella e sugli aiuti ai boss, in vigore il nuovo reato e le nuove pene PDF Stampa
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giustizianews24.it, 23 ottobre 2020


Da oggi, venerdì 22 ottobre, introdurre telefoni cellulari in carcere costerà una condanna da 12 mesi a 4 anni. E pagherà caro anche chi agevolerà in qualsiasi modo le comunicazioni dei boss detenuti al 41bis con l'esterno. Il decreto legge sulle Disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, all'interno del quale è contenuta questa nuova modifica al codice penale è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.

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"Questa Costituzione è uno spettacolo". Anche per i detenuti PDF Stampa
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di Marco Belli


gnewsonline.it, 23 ottobre 2020

 

Presentare la Costituzione come fosse uno spettacolo, raccontando ai detenuti l'importanza e il senso della legge fondamentale del nostro Paese, concentrandosi in particolar modo sugli articoli che la Carta dedica ai loro diritti e alla detenzione. L'iniziativa è del Notariato italiano in collaborazione con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e sarà realizzata in sette istituti penitenziari domenica prossima, in occasione della V edizione della Giornata Europea della Giustizia Civile.

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