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Giustizia: il viceministro Costa "nelle indagini preliminari quasi metà delle prescrizioni"

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di Gabriele Ventura

 

Italia Oggi, 28 novembre 2015

 

La riorganizzazione dei tribunali deve partire da una nuova selezione dei vertici. Perché i risultati a macchia di leopardo sulla velocità della giustizia civile e penale non dipendono tanto da eventuali carenze in organico. Ma soprattutto dal modo in cui gli uffici sono amministrati. Per questo, il ministero della giustizia vuole portare avanti la riforma del Consiglio superiore della magistratura, che riveda il sistema di elezione dei magistrati e il sistema sanzionatorio.

Lo ha detto il viceministro della giustizia, Enrico Costa, intervenuto ieri alla IX Conferenza nazionale dell'avvocatura, che si chiude oggi a Torino. Soffermandosi sui numeri che riguardano le prescrizioni, in particolare, Costa ha ricordato che "nel 2014 su 128 mila casi, oltre 70 mila prescrizioni si sono verificate durante le indagini preliminari.

L'altro imbuto è l'appello, dove si registrano 24 mila prescrizioni l'anno. Il problema si risolve individuando una norma con tempi certi per scegliere tra l'archiviazione o il rinvio a giudizio dopo le indagini preliminari". Il viceministro ha ricordato anche le diverse percentuali di prescrizioni tra i vari tribunali. "In alcuni casi il 30% dei fascicoli va in prescrizione, in altri l'1%. La differenza consiste nelle misure organizzative. Che devono ripartire dalle modalità di selezione dei capi degli uffici. Oggi è necessaria una selezione che abbia come criterio cardine la capacità manageriale e organizzativa.

Per questo stiamo mettendo in piedi la riforma del Csm, modificando il sistema di elezione per fare in modo che i più bravi facciano carriera, e il sistema sanzionatorio". Nella giornata di ieri è intervenuto anche il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Ferri, sottolineando il ruolo che stanno svolgendo i tribunali delle imprese. "Vogliamo affidare le competenze ai tribunali anche per la gestione della fase di crisi delle società", ha detto, "lavorando su misure e istituti che garantiscano una via di uscita all'impresa in crisi, portando questa materia all'interno della giurisdizione". Il presidente Oua, Mirella Casiello, ha poi premiato Abdelaziz Essid, avvocato tunisino del "quartetto del dialogo", premio Nobel per la pace 2015.

 

 

 

 

 

 

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