Sabato 17 Novembre 2018
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Giustizia: decreto-carceri in aula al Senato senza modifiche, malumori nella maggioranza

PDF Stampa
Condividi

Public Policy, 18 febbraio 2014

 

Nessuna ulteriore modifica al decreto-carceri. La commissione Giustizia al Senato ha licenziato il provvedimento così come arrivato dalla Camera. Come anticipato dei giorni scorsi, infatti, il decreto è a rischio decadenza (scade il 21 febbraio) e per questo la commissione di palazzo Madama ha "congelato" il testo, che oggi approda in Aula per un veloce via libera entro domani. In commissione sono state presentate 500 proposte di modifica (per la maggior parte a firma Lega e M5s), ma tra inammissibilità, ritiri e pareri contrari di relatore e Governo il provvedimento rimane così com'è. Stessa cosa, dicono fonti parlamentari, succederà con l'esame in Assemblea.

"In base alla calendarizzazione - ha detto a Public Policy il relatore del dl Enrico Buemi (Psi) - non ci sono più spazi per ulteriori modifiche". Certo è che il poco tempo ha creato malumore tra i gruppi di maggioranza che, invece, avrebbero voluto emendare il decreto, soprattutto in due parti. "Andrebbe modificata - ha riferito una fonte Ncd - la parte che riguarda la libertà anticipata speciale", misura temporanea che scadrà tra 2 anni, con la quale si amplia il beneficio dell'aumento dei giorni di detenzione (da 45 a 75) per ciascun semestre di pena espiata. Norma non condivisa da una parte della maggioranza, che con più emendamenti ha chiesto di ridurre l'aumento dei giorni "visto - spiega un senatore Pd - che ora, con la sentenza della Consulta (che ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi; Ndr), potrebbero essere liberati molti detenuti".

Tra le modifiche a cui mirano alcuni senatori, ripresentate ora in Aula, c'è la norma che rende reato autonomo lo "spaccio di lieve entità", che al momento prevede una pena da 1 a 5 anni. Per una parte della maggioranza questa andrebbe abbassata, magari distinguendola per droghe pesanti e droghe leggere. Non è escluso - riferisce una fonte di palazzo Chigi - che la norma "possa essere modificata con un disegno di legge ad hoc".

L'ipotesi di una proposta di legge per il piccolo reato di spaccio (da presentare alla Camera) o un ddl (al Senato), era già stata avanzata durante l'esame del dl a Montecitorio. Come anticipato, infatti, la modifica proposta inizialmente dal relatore alla Camera David Ermini del Pd (in seguito ritirata), potrebbe diventare una pdl, che - riferisce una fonte Pd - sarà discussa insieme alla proposta di legge a firma Daniele Farina (Sel) sulla depenalizzazione della coltivazione domestica di piante stupefacenti o psicotrope.

 

Buemi (Psi): dovrebbe avere ok nonostante crisi governo

 

"Almeno il nostro decreto dovremmo convertirlo in tempo utile, nonostante la crisi di governo". Enrico Buemi (Psi), relatore del cosiddetto svuota-carceri, la norma che amplia il ricorso alle pene alternative alla detenzione e depenalizza alcuni reati, si mostra convinto che, salvo imprevisti, il ddl di conversione verrà approvato dal Senato entro la data-limite del 21 febbraio. "Oggi in aula a Palazzo Madama - spiega - c'è la mia relazione per l'assemblea e la discussione generale sul provvedimento. Ancora non so se il Movimento Cinque Stelle o la Lega vorranno presentare qualche pregiudiziale di costituzionalità, ma comunque sia penso che per mercoledì 19 febbraio dovremmo avere l'ok definitivo. Peraltro il testo esce dalla Commissione Giustizia blindato: tutti gli emendamenti sono stati respinti e quindi non ci saranno modifiche al testo licenziato il 6 febbraio scorso a Montecitorio". L'unico rischio, aggiunge Buemi, potrebbe derivare da un eventuale ostruzionismo ad oltranza del Carroccio, già molto critico, fino all'esibizione del manette in aula, durante le votazioni alla Camera.

"Tra l'altro - sottolinea sempre Buemi - in un momento così delicato per la nostra situazione economica nazionale non licenziare questo testo vorrebbe dire non ottemperare per tempo a quanto prescritto in sede Ue sui diritti dei detenuti, con conseguente sanzione per infrazione e successivi indennizzi a tutti quei cittadini che volessero ricorrere alla giustizia europea e italiana per le attuali condizioni inaccettabili di sovraffollamento delle nostre carceri".

 

 

 



06


  06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it