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Giustizia: Csm "pochi detenuti hanno possibilità di lavorare, affidare loro manutenzioni"

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Ansa, 17 ottobre 2015

 

L'accesso al lavoro, anche quello all'interno delle carceri, è garantito oggi a una "bassissima percentuale di detenuti". Per cambiare almeno in parte questa situazione il Csm indica una strada: introdurre l'obbligo per l'amministrazione penitenziaria di affidare ai reclusi alcuni servizi che oggi vengono solitamente assegnati a soggetti esterni, come la manutenzione ordinaria, la pulizia dei locali e i servizi di giardinaggio. La proposta è contenuta in un parere sul ddl in materia di esecuzione penale approvato all'unanimità dalla Sesta Commissione di Palazzo dei marescialli e che sarà discusso mercoledì prossimo dal plenum.

"L'iniziativa riformatrice" del governo "va accolta con sicuro favore", scrivono i consiglieri, ma c'è "un margine non esiguo di miglioramento dei suoi contenuti". Uno dei fronti su cui si può fare di più è proprio quello del lavoro che deve diventare oltre che "una fonte di reddito equamente garantito, una reale opportunità di qualificazione sociale e di reinserimento sociale". E bisogna cambiare approccio anche sull'istruzione: non va più considerata un elemento del trattamento dei detenuti ma un "diritto fondamentale", che deve essere garantito "dalla presenza in ogni istituto, di corsi scolastici di primo e secondo grado, e in ogni regione, di un polo universitario, con possibilità di seguire a distanza le lezioni e di tenere gli esami".

 

 

 



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