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Giustizia. Cresce lo stanziamento per il risarcimento da trattamento disumano in carcere

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di Claudia Morelli

 

Italia Oggi, 5 dicembre 2016

 

Sul piatto 8 miliardi. Ridotte invece le risorse per i risarcimenti da equa riparazione per i processi lumaca. Insufficienti le risorse complessive destinate all'amministrazione penitenziaria minorile.


La lettura degli stanziamenti nel bilancio 2017 alla voce Giustizia aiuta a comprendere, più di tante parole, obiettivi e missioni che il ministero della giustizia ha deciso di darsi. A fare il punto su ogni voce del bilancio di Via Arenula, evidenziando quelle in attivo e quelle in perdita rispetto al consuntivo 2016, è stato il servizio studi della Camera dei deputati. Per i contenuti relativi alla parte normativa della legge di bilancio si veda Italia Oggi del 29 novembre. In linea generale, la giustizia potrà contare su uno stanziamento complessivo di quasi 8 miliardi (16 milioni in più rispetto all'assestamento 2016).
È la cifra "standard" a cui l'amministrazione si è dovuta abituare da qualche anno. Dal 2006 in poi, in particolare, le risorse per la giustizia sono scese dall'1,7% all'1,3% rispetto al bilancio complessivo dello Stato. C'è da dire comunque che il bilancio giustizia ha perso anche alcune voci, che sono rientrate nella competenza del ministero dell'economia. Come gli stanziamenti per la giustizia tributaria (193 milioni) e amministrativa (173).
Anche le risorse per l'autogoverno della magistratura (34,4 milioni di euro per il Csm) saranno a carico del Mef. Vale la pena di segnalare alcuni passaggi, in particolare: la missione giustizia assorbe la quasi totalità delle risorse (7.806,1 milioni di euro; +136,3 milioni di euro) interessando il "core business" dell'amministrazione giudiziaria. Lo stanziamento per il programma amministrazione penitenziaria è pari a 2 miliardi 665 milioni di euro.
A parte le spese necessitate riguardanti il personale, la camera segnala che la previsione di spese per il mantenimento, l'assistenza e la rieducazione dei detenuti (91,2 milioni di euro) è inferiore di circa 1 milione rispetto al bilancio assestato 2016; aumenta al contrario (da 76 a 100 milioni) la previsione di spese per compensi ai detenuti lavoranti e per il trasporto, ma non è chiarito se l'aumento effettivo riguardi la prima o la seconda voce.
Aumentano le somme per far fronte ai ricorsi proposti dai detenuti per violazione dell'art. 3 Cedu (che proibisce la tortura e il trattamento o pena disumano o degradante e che è stato alla base della sentenza Torreggiani nella quale l'Italia venne condannata per la situazione delle carceri): 6 milioni di euro (5,4 milioni previsti dall'assestamento 2016). La voce degli investimenti viene de-finanziata per 2,1 milioni di euro (11,7 milioni lo stanziamento) anche in considerazione del fatto che gli interventi relativi al c.d. piano carceri sono stati trasferiti alla competenza del Ministero delle infrastrutture.
Il programma Giustizia civile e penale assorbe 3 miliardi 861 milioni di euro: spuntate le spese per il personale amministrativo e di magistratura, 81 milioni di euro saranno spesi per il Processo telematico (72,6 milioni la cifra assestata 2016): 10,9 per il Pct; 10 per il penale; 8,1 per la infrastruttura. Cresce a 50 milioni lo stanziamento per il sistema informativo. 7,5 milioni saranno spesi per favorire lo smaltimento dell'arretrato attraverso incentivi al personale. Consistente aumento dello stanziamento per investimenti negli immobili giudiziari: 19,8 milioni di euro, in aumento (+9,5 mln) rispetto all'assestamento 2016.
Per quanto riguarda il programma Giustizia minorile, il ministero suona un campanello d'allarme ritenendo già insufficienti le somme iscritte a bilancio (151 milioni) sia per il mantenimento dei detenuti sia per garantire la esecuzione penale esterna (3,9 milioni di euro) già richiedendo "una integrazione straordinaria in corso di esercizio".
Il nuovo programma Servizi di gestione amministrativa per l'attività giudiziaria assorbe tutte quelle spese necessarie al funzionamento della giurisdizione e comprende anche le voci per il contenzioso per la tutela dei diritti umani e per le intercettazioni. Per la equa riparazione dei danni subiti in caso di violazione del termine ragionevole del processo sono stanziati 172,4 milioni di euro (in lieve diminuzione rispetto ai 177,7 mln del bilancio 2016) ai quali si aggiungono quelli contenuti nello stato di previsione del ministero dell'economia, pari a 40 milioni di euro; 230 milioni di euro sono previsti per la spesa per intercettazioni (erano 205,7 mln nel bilancio assestato 2016).
Nella nota integrativa viene riferito che per le intercettazioni è "stata richiesta una integrazione in termini di competenza e cassa di 20 milioni di euro necessaria ad adeguare la dotazione di bilancio al fabbisogno espresso dagli uffici". Sono previsti inoltre 500 mila euro per il fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno istituito dalla scorsa legge di stabilità. Infine 31 milioni di euro sono appannaggio del gabinetto del ministro, mentre altri 93 milioni del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria.

 

 

 

 

 

 

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