Martedì 18 Gennaio 2022
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Non si può fare a meno del carcere, ma bisogna riformarlo e renderlo più umano PDF Stampa
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di Edmondo Bruti Liberati


Il Dubbio, 18 gennaio 2022

 

L'attenzione sul carcere si esprime in modo ambivalente sull'onda dell'ultimo episodio di cronaca. Il suicidio o la morte in carcere di un detenuto malato evocano compassione, ma basta un'evasione o la commissione di un reato da parte di condannato ammesso a misura alternativa perché si passi all'opposto del pendolo. Vi sono parole d'ordine strumentalizzate e distorte come quella della "certezza della pena", che non vuol dire affatto "buttiamo le chiavi della cella".

Ma non sono mancati in questo inizio di anno 2022 interventi che hanno cercato di riportare alla razionalità. Un dato anzitutto da leggere come positivo è il confronto tra i 61.000 detenuti di inizio 2020 e gli attuali circa 54.000. Hanno giocato le misure adottate per il controllo della pandemia, ma anche una maggiore attenzione al ricorso alla custodia cautelare. Nessuno può portare dati a sostenere che questa diminuzione del ricorso al carcere abbia avuto come conseguenza un aumento della criminalità. Del sovraffollamento è vittima la popolazione detenuta, ma il personale penitenziario, insufficiente di numero, deve confrontarsi con il clima di tensione che ne deriva.

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Ergastolo: muro contro muro tra i partiti, ma il governo tace PDF Stampa
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di Ignazio Juan Patrone*


Il Riformista, 18 gennaio 2022

 

Il tempo stringe e il dibattito in commissione è povero, gli emendamenti riflettono posizioni già note. C'è da sperare che domani in Parlamento la ministra Cartabia dica una parola chiara. Procede sia pur lentamente l'esame alla Commissione giustizia della Camera dei progetti di legge per la riforma dell'accesso ai benefici penitenziari per i condannati per reati c.d. ostativi, di cui all'articolo 4-bis della legge sull'ordinamento penitenziario, già oggetto di quattro proposte diverse tra loro, poi unite dal Presidente della Commissione Perantoni in un testo unificato: testo che però non sembra aver raccolto un ampio consenso, tanto che gli emendamenti presentati sembrano riflettere o pedissequamente riportare il contenuto delle posizioni già note.

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"Il carcere non sia un tempo vuoto. Sotto i 3 anni misure alternative alle sbarre" PDF Stampa
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di Giuseppe Mazzei


La Discussione, 18 gennaio 2022

 

Intervista al prof. Mauro Palma, Presidente dell'Autorità garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

 

Presidente, la ministra Cartabia afferma che la riforma delle carceri è una priorità di questo

Governo. Lei concorda con le conclusioni della "Commissione per l'innovazione penitenziaria" presieduta dal professor Marco Ruotolo?

Condivido pienamente la divisione in tre macro-aree di intervento: la prima relativa agli interventi attuabili fin da subito, nell'arco di questa legislatura; la seconda relativa alla riforma del regolamento, ormai vecchio di venti anni, facilmente realizzabile e la terza, relativa alla revisione normativa. Puntare su questa differenziazione di interventi mette nella possibilità di dare subito segnali concreti.

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Garanti, politici sensibili e operatori: coro unanime per un decreto carcere PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 18 gennaio 2022

 

Sale il contagio, il sovraffollamento persiste e i problemi atavici del carcere, inevitabilmente si acutizzano. Da più fronti si invoca una soluzione, un decreto che tamponi l'emergenza e parallelamente l'attuazione delle proposte della commissione Ruotolo. "Troppi detenuti, il governo deve mettere in campo un decreto svuota- carceri!". Lo dice in una nota Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della regione Campania. Lo dice mentre i numeri dei contagi salgono vertiginosamente, causa anche il sovraffollamento dove è di fatto impossibile isolare tutti i detenuti infettati dal covid 19.

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Non c'è solo il Covid, la situazione sanitaria dei carcerati è al limite del tollerabile PDF Stampa
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di Annarita Digiorgio


Panorama, 18 gennaio 2022

 

Non sappiamo neppure il nome, ma aveva 22 anni, il ragazzo che si è suicidato ieri nel carcere di Brindisi. Era stato arrestato il giorno prima per resistenza a pubblico ufficiale. È il quarto suicidio nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno, gli altri detenuti si sono tolti la vita a Salerno, Vibo Valentia e Foggia. Nel 2021 furono 54. Altri 5 detenuti da inizio anno sono morti per malattia, uno dopo un'aggressione. In tutto questo scoppia l'allarme Covid.

Dall'ultimo bollettino del 10 gennaio sono 1534 i detenuti attualmente col covid, e 1496 i positivi tra i circa 30 mila del personale. Numeri che non si riescono a fermare, considerando che non potendo tenere le distanze, l'unica cosa prevista dal governo per fronteggiare questa quarta ondata negli istituti di pena italiani sono 6 mila mascherine ffp2. Per tutti. Una ogni 16 persone.

Quanto ai vaccini si riesce a sapere solo che ai detenuti sono state somministrate in totale 97.017 dosi, ma considerato il turnover e la forte presenza straniera, le asl non riescono a calcolare e neppure a risalire a quanti dosi sono state fatte.

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