Martedì 22 Gennaio 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Giulia Bongiorno giura: "niente prescrizione senza riforma penale"

PDF Stampa
Condividi

di Giulia Merlo

 

Il Dubbio, 5 gennaio 2019

 

La prescrizione verrà sospesa dal 1 gennaio 2020. Anzi no, stando alle parole della ministra della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno. La nota avvocata penalista (di cui Matteo Salvini si fida ciecamente per quanto riguarda i provvedimenti in materia di giustizia) era intervenuta nettamente sulla norma già al momento della sua approvazione all'interno del ddl spazza-corrotti, introducendo il comma sulla sua entrata in vigore "posticipata" di un anno, in attesa che il governo provvedesse ad una organica riforma della giustizia penale. Ieri, incalzata in un'intervista di Libero, la ministra è tornata sull'argomento.

"Con l'attuale situazione dei processi penali, bloccare la prescrizione dopo la sentenza di primo grado dilaterebbe i tempi dei procedimenti stessi e farebbe saltare l'intero sistema", ha spiegato Bongiorno, in linea con le critiche al provvedimento mosse da magistratura e avvocatura. "Abbiamo raggiunto una mediazione: il blocco della prescrizione si può fare solo assieme alla riforma del processo penale", ha aggiunto, spiegando il senso di quella previsione così "atipica", con una norma che entra il vigore a un anno esatto dalla sua approvazione in Aula. Eppure, le sue parole suonano diverse da quelle del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Anche perché - le fa notare l'intervistatore - tra un anno il blocco della prescrizione entrerà in vigore in ogni caso, a prescindere dal fatto che sia stata o meno approvata una riforma complessiva del sistema penale. Su questo punto le parole della ministra Bongiorno aggiungono un tassello importante all'intricata vicenda, che evidentemente non può dirsi conclusa, nemmeno dopo l'approvazione della norma. "Mi impegno personalmente: non c'è alcuna possibilità che quella norma entri in vigore se prima il processo penale non sarà stato profondamente riformato". Parole impegnative, che la chiamano in causa direttamente.

La ministra leghista aggiunge un ulteriore dato significativo: "Abbiamo chiesto e ottenuto garanzie: a novembre, se la riforma del processo non sarà stata fatta, chiederemo che il blocco della prescrizione sia differito". Insomma, c'è un accordo tra gentiluomini tra Lega e Movimento 5 Stelle che lega davvero indissolubilmente la riforma (già approvata) della prescrizione con la riforma (ancora da scrivere) del processo penale.

Se non verrà fatta la seconda, anche la prima subirà un'ulteriore differimento di un anno, con l'obiettivo evidente di far sì che le due riforme inizino ad avere efficacia contemporaneamente, in modo da non squilibrare il sistema e ingenerare le conseguenze negative che la stessa Bongiorno ha indicato nella "dilatazione dei tempi dei procedimenti". La partita, tuttavia, è delicata: scegliere una via così tortuosa per armonizzare il sistema penale impone di presumere che il governo gialloverde duri, come minimo, un altro anno. Altrimenti, nel caso di una crisi di governo, la prescrizione entrerebbe comunque in vigore come previsto dal ddl spazza-corrotti, a prescindere dall'eventuale riforma complessiva del sistema, e spetterebbe ad un eventuale nuovo governo in carica mettere mano al pasticcio. Eppure, su questo, Bongiorno non ha dubbi: "Confido che continueremo ad avere la maggioranza. Certo, la Lega è compatta: spero che riescano ad esserlo anche i nostri alleati".

La ministra interviene anche in materia di legittima difesa, legge bandiera della Lega e che dovrebbe incassare il nullaosta pentastellato nelle prossime settimane. E ne detta i tempi: "Manca solo il passaggio parlamentare alla Camera e sul testo siamo tutti d'accordo, non ho dubbi che avremo la nuova legge entro febbraio. Finalmente si affermerà il principio per cui tra l'aggredito e l'aggressore lo Stato sta dalla parte dell'aggredito". Infine, la ministra interviene duramente contro l'iniziativa dei sindaci di boicottare il decreto Sicurezza: "Se ciascuno di noi decide di applicare la legge solo quando la ritiene valida e giusta, è il caos totale" : è l'avvertimento.

"Dicono che il Far West è quello che vogliamo fare noi della Lega con la legittima difesa, ma il vero Far West è il loro: non pago il conto al ristorante perchè lo ritengo troppo caro, schiaffeggio chi credo mi abbia fatto un torto per strada, non applico la legge che non mi piace".

 

 

 



06


06

 

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it