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Genova: i cenoni in trasferta di Sant'Egidio, festa con migranti e detenuti

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di Erica Manna

 

La Repubblica, 26 dicembre 2016

 

Le associazioni "donano" i 35 euro giornalieri ai profughi che ospitano. Oggi anche i migranti avranno il loro regalo di Natale. A consegnarglielo, le associazioni genovesi che li ospitano: e che hanno deciso di devolvere a loro l'intera somma dei 35 euro che il Ministero dell'Interno corrisponde per ogni profugo. Cifra che, normalmente, va alle cooperative e alle strutture e serve per pagare affitti, bollette, cibo: ai migranti, in mano, restano solo 2,50 euro al giorno di pocket money.

Ma per un giorno non sarà così: "Abbiamo deciso di togliere a noi questa cifra per farli sentire accolti, in un giorno in cui tutti si scambiano regali", spiega Enrico Costa di Ceis: è la prima volta, in Italia, che questo accade. Genova, in queste feste, sarà ancora una volta una città capace di solidarietà: lo dimostrano le tavolate sempre più piene di persone in difficoltà, invitate dalla Comunità di Sant'Egidio. Che il giorno di Natale e il 6 gennaio festeggerà con i migranti di Ventimiglia. Imbandendo le tavole al campo Roja, a Ventimiglia.

È qui, dunque, tra i migranti diventati il simbolo di un'Europa che si fa imbuto e chiude le frontiere, che i giovani universitari della Comunità di Sant'Egidio porteranno "in trasferta" la festa il 25 dicembre. E replicheranno il giorno dell'epifania. I richiedenti asilo, in ogni caso, quest'anno saranno - in proporzione - gli ospiti più numerosi, alle tavole della Comunità di Genova. Oltre settemila persone ci si siederanno, nel periodo prima di Natale e anche dopo: alla basilica dell'Annunziata, a Palazzo Ducale, sul terrazzo del Museo Galata, nelle parrocchie delle periferie, da Prà a Begato, da Cornigliano a Sampierdarena, in decine di istituti per anziani, a Marassi e a Pontedecimo. Di questi settemila, duecento sono migranti. Il giorno di Natale, ai magazzini del Cotone, ci saranno anche i richiedenti asilo accolti alla Fiera del Mare. Con i volontari che allestiranno le tavole, e tra una portata e l'altra si siederanno con loro: per farli sentire, in qualche modo, a casa.

Alla casa circondariale di Marassi, poi, dall'anno scorso tutti i detenuti sono invitati: non più soltanto alcuni. E così, il 28 dicembre, si festeggerà ancora: con i detenuti della prima sezione. E ancora il 29, e poi il 9 gennaio, con la quinta sezione. Con un menù che alterna cous cous e lasagne al pesto, il pandoro, il panettone e i cioccolatini, magari da conservare in tasca, per regalarli ai figli al momento del colloquio. "Le tavolate che imbandiremo a Natale - spiega Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Liguria - ci restituiscono un'immagine autentica delle nostra città, così diversa da quella che, spesso, sentiamo raccontare in modo semplificato.

Una città complessa, con molte difficoltà, ma anche molte risorse. Il Natale vissuto insieme forse non è la risposta a tutti i problemi, ma l'indicazione chiara di un processo da portare avanti tutto l'anno: quello dell'incontro e dell'inclusione. La presenza accanto ai detenuti vuol rappresentare proprio questo tentativo di superare la durezza e i giudizi per vivere la misericordia che aiuta tutti ad essere migliori".

 

 

 

 

 

 

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