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Genova: Dori Ghezzi inaugura nel carcere di Marassi la sala per i bimbi

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di Beatrice D'Oria

 

Il Secolo XIX, 1 dicembre 2018

 

Locali per gli incontri con i genitori in cella, allestiti dagli stessi detenuti. La cosa più bella che ho fatto da quando sono finito qui dentro. È un orgoglio unico poter contribuire alla realizzazione di un luogo dove sai che passerai i momenti più belli, quelli con i tuoi bambini".

Ivan ha un tatuaggio sul collo e lo sguardo da duro ma si scioglie mentre racconta con emozione cos'abbia significato per lui, detenuto, contribuire attivamente alla realizzazione dei nuovi spazi a misura di bambino all'interno della casa circondariale di Marassi. Sale colorate, piene di giochi e libri, con buffi animali disegnati alle pareti, dove i papà possono passare qualche momento spensierato insieme ai loro bambini: si chiama "La barchetta rossa e la zebra" il progetto inaugurato ieri mattina nel carcere maschile, cui seguirà presto un'iniziativa "gemella" anche in quello femminile di Pontedecimo, ancora in fase iniziale.

A tagliare il nastro una madrina d'eccezione, Dori Ghezzi, tornata nella "sua" Genova ferita appositamente per l'occasione: "I bimbi meritano di vivere felicemente anche in questi momenti così drammatici come l'incontro con un genitore recluso - ha commentato la moglie di Faber. E questo è un grande atto d'amore che la mia Genova, e sono fiera di essere una genovese adottiva, ha fatto nei confronti dei suoi piccoli cittadini: state dimostrando di essere una città dal cuore enorme".

E se in Italia sono circa centomila i minori che varcano le soglie del carcere per incontrare i loro parenti detenuti, in Liguria sono 3.500 e nelle carceri genovesi di Marassi e Pontedecimo si registrano circa 100 ingressi al mese.

"E spesso si tratta di bambini che portano dentro un segreto inconfessabile, una vergogna - aggiunge Maria Chiara Roti, vicepresidente della Fondazione Francesca Rava, la Onlus promotrice dell'iniziativa finanziata dal Bando Prima Infanzia e sviluppata con l'aiuto del Comune e delle associazioni del terzo settore con la partnership di Eco Eridania e Ikea - Quindi creare per loro un luogo bello e accogliente dove incontrare i loro papà è il primo passo verso una genitorialità più completa, anche all'interno delle mura del carcere".

Perché tutelare il rapporto con la propria famiglia è un elemento essenziale del trattamento penitenziario: "La più grande soddisfazione è stata vedere l'entusiasmo dei detenuti che hanno partecipato attivamente alla fase edile grazie a tre borse lavoro - conclude il direttore della casa circondariale di Marassi, Maria Milano. Ciò dà maggior senso al nostro mandato, cioè il reinserimento sociale come un valore aggiunto, riportare alla società qualcuno che sia effettivamente integrato".

 

 

 



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