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Genova: detenuto sfonda mezzo della polizia penitenziaria durante un trasporto

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Ansa, 19 ottobre 2011

 

“La tensione resta alta nelle carceri liguri: la polizia penitenziaria di Genova ha infatti sventato l’ennesima criticità accaduta durante un servizio di trasferimento di un detenuto in altra sede carceraria. È accaduto pochi minuti fa a Pontedecimo, dove una scorta del Nucleo Traduzioni di Marassi stava prelevando un detenuto da assegnare in altra sede congiuntamente ad altri due reclusi del carcere di Marassi, già a bordo del furgone.
Durante le operazioni di prelievo del detenuto, uno dei due detenuti - un marocchino di 22 anni in carcere per vari reati tra i quali rapina, lesioni e rissa - ha dato improvvisamente in escandescenza e, tentando probabilmente una improbabile fuga, ha sfondato la porta della cella interna del mezzo.
I nostri agenti sono però riusciti immediatamente, con grande professionalità e prontezza, a sventare il possibile tentativo di evasione ma è evidente che quanto accaduto deve fare seriamente riflettere, tanto più che lo scorso 6 aprile nell’autogrill di Sestri Levante avvenne un tentativo di evasione, con modalità pressoché simili in un mezzo dello stesso tipo. Non è possibile che i mezzi adibiti al trasporto dei detenuti evidenzino tali lacune, per la sicurezza del mezzo stesso e della scorta della Polizia Penitenziaria a bordo”.
È quanto dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto e Commissario straordinario ligure del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando quanto avvenuto pochi istanti fa nel carcere di Pontedecimo.
“Ai colleghi interessati, e ai Reparti di Polizia penitenziaria di Genova Marassi e Pontedecimo, esprimo la vicinanza del primo e più rappresentativo Sindacato del Corpo, il Sappe. Questo grave episodio va certamente contestualizzato nel clima di tensione che si registra nelle sovraffollate carceri italiane, in cui l’esplosiva combinazione tra il grave sovraffollamento pari a quasi 68mila detenuti e una carenza di 7.500 unità negli organici della Polizia penitenziaria - oltre 220 agenti in meno tra Marassi e Pontedecimo - determina di fatto livelli di sicurezza assolutamente insufficienti per i nostri Agenti, specie di coloro che lavorano ogni giorno, ogni ora, nella prima linea delle sezioni detentive, delle traduzioni e dei piantonamenti.
Ed il ripetersi di tentativi di evasione di detenuti dai mezzi della Polizia penitenziaria, con modalità pressoché analoghe, deve fare seriamente riflettere sull’affidabilità di questi mezzi e su quali condizioni i Baschi Azzurri sono costretti ad operare. Tutto ciò è inaccettabile. Mi auguro che le Istituzioni deputate - Governo, Ministero della Giustizia e Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, ognuno per quanto di propria competenza - adottino al più presto i provvedimenti di urgenza che la gravissima situazione non consente più di rinviare".

 

 

 


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