Genova: botte a un detenuto, l'inchiesta si allarga anche ai capi

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di Giuseppe Filetto

 

La Repubblica, 12 dicembre 2015

 

Sei agenti di Polizia penitenziaria, compreso il comandante ed il suo vice, indagati per omissioni e favoreggiamento; più cinque medici. Secondo la Procura non avrebbero denunciato il pestaggio di un detenuto dentro il carcere di Marassi. Tutti, secondo la magistratura, avrebbero fatto finta di non sapere, compreso il comandante Massimo Di Bisceglie e in suo vice, Cristiano Laurenti. Anche se Di Bisceglie si dice totalmente estraneo e commenta con dispiacere: "Oltre ad essere amareggiato, perché so qual è il mio lavoro, questa vicenda mi fa anche male per il mio rapporto con la Procura".

E però da due giorni il sostituto procuratore Giuseppe Longo ha concluso le indagini ed ha spedito gli avvisi. A Dario Pinchera, di 30 anni, si contestano i reati di lesioni: all'interno di un locale privo di telecamere di sorveglianza, avrebbe manganellato un recluso, Ferdinando B., di 36 anni. Di favoreggiamento, oltre il comandante e il vice, sono indagati pure gli agenti Giuseppe Ciuccio, Mario Cutrano, Patrizia Smiraldi, Giuseppe Trinchese e Maurizio Barile.

Ferdinando B. avrebbe parlato del pestaggio con la psichiatra Silvia Oldrati, la quale a sua volta ne avrebbe riferito ai colleghi della Asl Tre, in servizio all'interno delle "Case Rosse". I medici, però, dopo un consulto tra loro, non avrebbero compilato un opportuno referto, tanto da essere indagati per omissioni. Tra loro figura Marilena Zaccardi, nota per essere stata processata per le torture a Bolzaneto. I reati per i fatti del G8 sono andati in prescrizione, ma la dottoressa è stata ritenuta responsabile in sede civile.

Tornando a Marassi, gli altri medici indagati per il pestaggio sono: Ilias Zannis, Giuseppe Papatola, Silvano Bertirotti ed appunto la stessa Oldrati. Lei che il 14 aprile scorso, durante la visita alla quarta sezione del carcere, vede il detenuto (per reati di droga) tumefatto, lo medica e lo segnala "con lesioni sospette" al medico responsabile, Bertirotti. Che manda il carcerato al pronto soccorso del "San Martino". In ospedale vengono refertate contusioni al cranio, escoriazioni al volto, ematomi al dorso. Ferite compatibili con manganellate.

In questa brutta vicenda c'è un altro retroscena: Pinchera, prima sospeso dal gip e poi per 12 mesi dall'Amministrazione Penitenziaria, otto anni fa era stato arrestato per una sparatoria e qualche anno prima, minorenne, indagato - e poi archiviato - per un lancio di sassi in autostrada che aveva provocato la morte di un automobilista.

Per capire quanto accaduto a Marassi, occorre ricostruire quanto riportato nelle relazioni. Dopo il pestaggio, Pinchera avrebbe riferito a Di Bisceglie di essere stato aggredito dal detenuto, si sarebbe difeso, ci sarebbe stata una colluttazione; il recluso sarebbe scivolato ed avrebbe avuto la peggio. All'aggressione non avrebbe assistito nessuno.