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Frodi online con reclusione. Direttiva Ue prevede carcere fino a 5 anni

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di Carlo Ghirri

 

Italia Oggi, 10 aprile 2019

 

Dai tre ai cinque anni di reclusione per chi commette frodi online nell'Unione europea, con una definizione uniforme dei reati commessi online in tutti gli stati membri, come la pirateria informatica o il phishing. Sono alcuni dei punti essenziali con cui l'Ue ha fissato norme più severe per contrastare le frodi attraverso i mezzi di pagamento diversi dai contanti.

Ieri, il Consiglio europeo ha adottato formalmente la direttiva relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diverse dai contanti. La Commissione europea a settembre 2017 ha proposto di aggiornane e modernizzare le norme vigenti contro le frodi dei metodi di pagamento non in contanti, portando così nell'era digitale il provvedimento del 2001 che disciplinava la materia, la decisione quadro 2001/413/Gai del Consiglio.

La direttiva è stata, infatti, proposta proprio nell'ambito delle sfide della cyber-sicurezza. Uno studio della commissione, stima che nel 2013 i truffatori abbiano sottratto circa 1,44 miliardi di euro attraverso frodi con mezzi di pagamento diversi dai contanti e, ogni anno, i cittadini europei ricevono circa 36 miliardi di messaggi di phishing che sono il punto di partenza delle truffe.

Altri punti della direttiva assicurano assistenza e sostegno per informare adeguatamente le vittime sui loro diritti e fare in modo che i cittadini sappiano come difendersi da questo tipo di frodi. È quindi chiarita la competenza giurisdizionale per assicurare una maggiore efficacia nel contrasto alle frodi transfrontaliere.

La direttiva, che dovrà essere recepita dagli stati membri entro due anni, prevede norme minime, che gli Stati membri possono amplificare attuando norme più rigorose, ad esempio, prevedendo una definizione più ampia dei reati o sanzioni più elevate.

All'interno della direttiva è prevista l'abolizione degli ostacoli operativi che intralciano le indagini e le azioni penali e sono, inoltre, previste azioni volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tecniche fraudolente, per esempio, ad acquisire i dati delle carte di pagamento via email (phishing) o attraverso la manomissione dei distributori automatici o dei terminali per il pagamento (skimming).

 

 

 

 

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