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Fossano (Cn): incontro in carcere con Elvio Fassone per parlare del "Fine pena mai"

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targatocn.it, 3 aprile 2017


Il 19 aprile alle 17.30 presso il carcere di Fossano. Prenotazione obbligatoria. Mercoledì 19 aprile, alle 17,30, si terrà presso la Casa di reclusione di Fossano (via San Giovanni Bosco n. 48) la presentazione del libro "Fine pena: ora" di Elvio Fassone (Sellerio, 2016).
Nel 1985 a Torino si celebra un maxi processo alla mafia catanese che dura quasi due anni: tra i capi condannati all'ergastolo c'è "Salvatore", con il quale il presidente della Corte d'Assise stabilisce un rapporto di reciproco rispetto e quasi di fiducia. Il giorno dopo la sentenza di condanna il giudice gli scrive d'impulso e gli manda un libro. Si tratta di un gesto di umanità per non abbandonare un uomo che dovrà passare in carcere il resto della sua vita.
La legge è stata applicata, ma questo non impedisce al giudice di interrogarsi sul senso della pena e, in particolare, dell'ergastolo ostativo. Da allora ha inizio una corrispondenza tra l'ergastolano e il suo giudice che è durata ventisei anni.
Il libro non è "fiction" e neppure un saggio teorico sulla detenzione, ma una riflessione su come conciliare la domanda di sicurezza sociale e la detenzione a vita con il dettato costituzionale del valore riabilitativo della pena, senza dimenticare l'attenzione al percorso umano di qualsiasi condannato. In Italia, anche la pena all'ergastolo prevede che il condannato possa, a certe condizioni e dopo almeno 26 anni di carcere, avere accesso a una serie di benefici: il regime di semilibertà, la libertà condizionale, e usufruire di determinati tipi di permessi.
Si parla di ergastolo ostativo, invece, quando l'accesso a tali benefici e alle misure alternative al carcere sono negati. È il caso previsto all'articolo 4 bis dell'Ordinamento Penitenziario, "Divieto di concessione dei benefici e accertamento della pericolosità sociale dei condannati per taluni delitti": i condannati per reati gravi, come ad esempio terrorismo, associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione o associazione per traffico di stupefacenti, non possono usufruire di benefici nel caso in cui rifiutino di collaborare con la giustizia o qualora la loro collaborazione sia giudicata irrilevante. A fine 2016 i detenuti italiani condannati all'ergastolo erano 1.677, di cui a ben 1.217 sono stati riconosciuti reati "ostativi" (con un trend in aumento), mentre solo 460 debbono espiare ergastoli "normali".
In Piemonte erano 93 gli ergastoli ostativi su 122 complessivi (con una leggera diminuzione rispetto al mese di marzo 2016). È in corso un grande dibattito su questa forma di ergastolo che molti vorrebbero abolire poiché considerato una sorte di condanna a morte sotto mentite spoglie, una "morte per pena" che, in uno stato di diritto, non dovrebbe esistere e che contraddice il terzo comma dell'articolo 27 della nostra Costituzione: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".
Diceva Aldo Moro "la pena non è la passionale e smodata vendetta dei privati: è la risposta calibrata dell'ordinamento giuridico e, quindi, ha tutta la misura propria degli interventi del potere sociale che non possono abbandonarsi ad istinti di reazione e di vendetta, ma devono essere pacatamente commisurati alla necessità, rigorosamente alla necessità, di dare al reato una risposta quale si esprime in una pena giusta".
All'incontro, che è organizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale di Fossano e dai Garanti regionale e comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, in collaborazione con la Direzione del carcere, con l'Assessorato alla Cultura del Comune e il Circolo dei lettori di Fossano, sarà presente l'autore Elvio Fassone.
Già magistrato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura, senatore della Repubblica per due legislature, Fassone è autore di numerose pubblicazioni in materia penitenziaria e su temi politico-istituzionali (Piccola grammatica della grande crisi, 2009; Una costituzione amica, 2012) e ha il merito storico di aver ragionato sugli istituti penali a custodia attenuata già oltre quarant'anni fa, auspicandone l'apertura.

Con l'autore del volume interverranno la Presidente del Consiglio comunale Rosita Serra, il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Bruno Mellano e la Garante di Fossano Rosanna Degiovanni, la Direttrice della Casa di reclusione Giuseppina Piscioneri, l'Assessore alle Politiche culturali Paolo Cortese e il Docente di Diritto Penale presso l'Università di Torino Marco Pelissero. Chi intende partecipare deve obbligatoriamente prenotarsi in anticipo - per via dei posti limitati e della necessaria autorizzazione all'ingresso da parte della Magistratura di Sorveglianza - scrivendo una mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

 

 



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