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Tra i bimbi in carcere. Per incontrare papà PDF Stampa
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di Matteo Marcelli


Avvenire, 18 agosto 2019

 

Sono 70mila i bambini che ogni anno entrano in cella per poter incontrare padri e madri detenuti. Nel 2018, grazie al Telefono azzurro, 12mila minori sono stati presi in carico. Ma le strutture adeguate agli incontri sono ancora poche e il sistema penitenziario si presenta ancora inospitale per i più piccoli. I volontari che li seguono: così li aiutiamo ad affrontare senza traumi un mondo difficile e sconosciuto.

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Don Grimaldi: "Rendere le carceri luoghi rispettosi della dignità umana" PDF Stampa
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di Gigliola Alfaro


agensir.it, 18 agosto 2019

 

Intervista a don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane. Le carceri italiane continuano a essere sovraffollate. Ad attestarlo il nuovo rapporto "Numeri e criticità delle carceri italiane nell'estate 2019" presentato da Antigone, a Roma. Numeri impressionanti. "Al 30 giugno 2019 i detenuti ristretti nelle 190 carceri italiane erano 60.522.

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Il cammino come rinascita sociale, 6 giovani detenuti sulla via Francigena PDF Stampa
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ansa.it, 18 agosto 2019


"Boez. Andiamo via". Dal 2 settembre al 13 settembre andrà in onda su Rai Tre alle 20 e 20. 900 km da Roma a Santa Maria di Leuca. Sei ragazzi detenuti in cammino su via Francigena, la guida è Marco Saverio Loperfido, ripercorrono un cammino come rinascita sociale, un documentario di Roberta Cortella e Marco Leopardi che ha visto Marco Saverio Loperfido, inventore di Ammappalitalia, come guida escursionistica e Ilaria D'Appollonio come educatrice di comunità.

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Quelle madri coraggio che salvano i figli allontanandoli dai padri boss PDF Stampa
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di Giovanni Tizian


L'Espresso, 18 agosto 2019

 

Bambini destinati a diventare i padrini di domani vengono sottratti alla tradizione di famiglia. Grazie all'intervento e alla forza delle loro mamme. Che con l'aiuto del tribunale sfidano l'arroganza dei mariti al 41bis. Ecco le loro storie. Lorenza non è ancora maggiorenne, ma è già adulta: costretta a fare i conti con un padre padrone, affiliato a Cosa nostra, in Lombardia. Monica, invece, è madre di due bambini di 12 anni e ha fatto di tutto per strapparli al destino certo di capi clan in Calabria.

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Il giudice Roberto Di Bella: "Così ho liberato da un destino mafioso decine di ragazzi" PDF Stampa
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di Carmine Fotia


L'Espresso, 18 agosto 2019

 

La chiave di tutto è il dolore. Inflitto dai padrini alle mogli, ai figli e anche a se stessi. Il giudice Roberto Di Bella racconta la sua esperienza. Vado a trovare Roberto Di Bella - presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, 55 anni, messinese, aspetto mite e fisico minuto da judoka, sposato con un figlio - nel suo minuscolo ufficio all'interno dell'edificio un po' sgarrupato che ospita il Tribunale, per capire a che punto è una sfida - cui è stata dedicata la fiction tv Liberi di Scegliere, dove Alessandro Preziosi interpreta Di Bella - che sembrava impossibile: sottrarre al destino mafioso decine di ragazzi e ragazze, oltre settanta fino ad oggi. A settembre, il presidente lascerà il suo incarico. È dunque l'occasione per un bilancio di un impegno lungo un quarto di secolo.

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