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Fieri di contribuire a far vivere un frammento di Costituzione in carcere

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Ristretti Orizzonti, 16 marzo 2019

 

Ristretti Orizzonti e il viaggio nelle carceri della Corte costituzionale. La Casa di reclusione di Padova è stata, il 15 marzo 2019, una delle tappe del viaggio nelle carceri della Corte costituzionale. Luca Antonini, giudice della Corte, ha incontrato le persone detenute per rispondere alle loro domande, ma anche per tenere una lezione sul diritto a esprimere liberamente la propria opinione, che era il tema scelto proprio per l'intervento a Padova.

Per una realtà come quella di Ristretti Orizzonti, sentire le sue parole è stato come respirare una boccata di ossigeno per riprendere fiato in un momento particolarmente difficile della vita della redazione.

Luca Antonini ha rappresentato una Istituzione, la Corte costituzionale, che ha capito, in un luogo in cui sono chiuse persone, che spesso hanno odiato, attaccato, disprezzato le Istituzioni, ma che hanno a volte anche incontrato Istituzioni sorde o disattente, quanto è importante dimostrare di saper dialogare con tutti e di voler conoscere la realtà andando ad ascoltare le voci dei protagonisti. Anche dove i protagonisti sono "i cattivi", quelli che pezzi della società sempre più consistenti vorrebbero vedere marcire in galera, e invece il giudice Antonini ha scelto di ascoltarli, e lo ha fatto anche usando proprio il nostro giornale "Ho voluto iniziare a conoscervi e mentre mi preparavo per questo incontro mi è venuta la domanda su chi eravate, capire chi eravate, e ho voluto farlo leggendo le vostre lettere, testimonianze, racconti che sono sul sito di Ristretti Orizzonti, e così ho conosciuto il vostro mondo, con la sua complessità, drammaticità e ricchezza".

La lettura delle testimonianze pubblicate sul sito di Ristretti è stato lo spunto per Luca Antonini per ripensare alle parole di un grande giurista: "Mi è ritornato alla mente uno scritto del grande Francesco Carnelutti che distingueva il delinquente e il carcerato: il delinquente mi ripugna, in certi casi mi fa orrore, diceva, ma quando quella stessa persona diventa carcerato, quando il diritto ha ristabilito il suo vigore, riappare l'uomo e allora nasce, dall'orrore, la compassione". "Compassione", ha spiegato però Antonini, "intesa in modo alto, come comunione intima e difficilissima". Ed è stato davvero, questo pezzo di viaggio a Padova di un giudice costituzionale, non una semplice lezione, ma un momento di "comunione", di confronto, di dialogo straordinario.

Luca Antonini ha voluto, con le sue parole, anche dare valore e importanza a quello che, da anni, è il difficile lavoro di chi fa informazione da un luogo, il carcere, dove "esprimere liberamente la propria opinione" non è così facile: "Un'attività senz'altro importante è quella della diffusione delle redazioni giornalistiche all'interno degli istituti penitenziari, dove si curano riviste online e a stampa. L'Ordinamento penitenziario ha posto l' accento sulla necessità di promuovere la cultura all'interno del carcere, è interessante ricordare che nel duemilaquattro è nata la Federazione dei giornali dal carcere, giornali che permettono anche, come è stato nel mio caso, di dare visibilità all'esterno al mondo carcerario, insieme alle altre forme di coinvolgimento posto in attività culturali. Credo che queste espressioni insieme a quella del lavoro dentro il carcere costituiscano occasioni fondamentali nel garantire quelle finalità educative a cui deve tendere la pena in forza dell'articolo ventisette della Costituzione".

Il lungo incontro, di cui parleremo nei prossimi giorni più diffusamente, dopo le risposte date dal giudice Antonini alle tante domande delle persone detenute, si è concluso con una visita, guidata dal Direttore, dal Provveditore e dalle magistrate di Sorveglianza, alle molteplici, innovative attività del Due Palazzi nel campo del lavoro, della scuola, dello sport, della cultura (teatro, coro, biblioteca). E con una lunga sosta in redazione, dove alcuni detenuti-redattori hanno potuto raccontare la loro esperienza, in particolare il progetto di confronto con le scuole, ma anche quella importante sperimentazione, che vede la partecipazione di alcuni detenuti dell'Alta Sicurezza al lavoro di Ristretti Orizzonti, e la loro scelta di prendere le distanze in modo netto e chiaro dalle realtà criminali di cui facevano parte in passato.

Da persone che si occupano, con fatica, di informazione dal carcere da ben ventun anni, vogliamo ringraziare anche Donatella Stasio, per anni giornalista del Sole24Ore, profonda conoscitrice dei temi della Giustizia, delle pene e del carcere, oggi portavoce della Corte costituzionale, per le sue parole di stima e apprezzamento, che sono state la seconda fondamentale boccata di ossigeno di questa giornata così significativa: "Un'ultimissima annotazione la devo fare. Io sono una giornalista, quindi sono particolarmente sensibile a questo frammento di Costituzione che è stato scelto per questa lezione, che è la libertà di manifestare il proprio pensiero. Io vorrei allora, consentitemelo, fare un ringraziamento particolare, speciale alla redazione di Ristretti Orizzonti, che per anni è stata per noi, e spero continui ad essere, fonte preziosissima di informazioni, notizie, testimonianze sul carcere, in maniera veramente giornalisticamente impeccabile".

Ma c'è anche, per finire, una citazione dello scrittore Georges Bernanos, che ha fatto il giudice Antonini e noi vogliamo sottolineare: "La minaccia peggiore per la libertà non consiste nel lasciarcela strappare - perché chi se l'è lasciata strappare, può sempre riconquistarla - ma nel disimparare ad amarla e nel non capirla più". Ecco, in fondo Ristretti Orizzonti lavora anche perché nessuno, né delle persone detenute, e neppure delle Istituzioni, disimpari mai ad amare la libertà, quella sua ma anche quella degli altri.

 

A cura di Ornella Favero e della redazione di Ristretti Orizzonti

 

Post di Donatella Stasio (Facebook). "Dall'amore non si fugge", cortile passeggio carcere Due Palazzi di Padova. Il "Viaggio nelle carceri" della Corte costituzionale oggi ha fatto tappa qui, con il giudice costituzionale Luca Antonini. Si è parlato di libertà di manifestazione del pensiero e sono stati visitati i reparti detentivi comuni e alta sicurezza. Poi la straordinaria testimonianza dei redattori di Ristretti Orizzonti, la professionalità degli operatori del call center, la perizia degli addetti alla lavorazione dei tacchi delle scarpe di Prada e di altre griffe di alta moda. Dulcis in fundo, l'abilità dei pasticcieri della Cooperativa Giotto. Abbiamo respirato tanta voglia di farcela. Prossima tappa, Napoli Secondigliano.

 

Registrazione audio-video dell'incontro (Radio Radicale). https://www.radioradicale.it/scheda/567993/il-giudice-della-corte-costituzionale-luca-antonini-incontra-i-detenuti-nellambito-del

 

 

 

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