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Ferrara: lezione sull'esperienza del carcere per gli studenti del Montalcini

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estense.com, 10 marzo 2019

 

Gli allievi hanno discusso con la professoressa Marina Berti, autrice del libro "La pietà dei ricordi per Jon". Gli studenti del Montalcini parlano della toccante e profonda esperienza del carcere con l'autrice e docente Marina Berti. Sabato mattina le classi quinta e terza dell'Iis Montalcini, sede di Argenta, hanno incontrato l'autrice Marina Berti che ha parlato con i ragazzi del suo libro "La pietà dei ricordi per Jon", che racconta la storia di uno psicologo che chiede aiuto per questo ragazzo che si trova in carcere, Jon appunto.

Lo psicologo del carcere è convintissimo che sia possibile cambiare le sorti dei detenuti. Questa mattinata è voluta essere una condivisione con la professoressa Berti di tutte le storie di vita ed esperienze vissute dall'autrice in prima persona, quando lei stessa era insegnante di lettere nel carcere di massima sicurezza di San Gimignano.

"I carcerati non sono dei numeri, sono esseri umani", questa è la frase con cui l'autrice ha aperto i lavori. L'incontro è continuato con numerose domande poste dagli studenti del Montalcini, che di recente hanno visitato il carcere di Ravenna e hanno avuto la possibilità di parlare con i detenuti in esso rinchiusi.

Gli studenti hanno studiato, inoltre, nelle discipline di psicologia e Igiene, le sindromi e le malattie più comuni che insorgono all'interno del carcere e le condizioni igienico sanitarie delle case circondariali. Berti ha raccontato poi del suo personaggio Jon, protagonista inventato, che è la somma di due persone reali: una persona di sedici anni che ha commesso un omicidio e una persona di diciotto anni che ha ucciso per vendicare l'omicidio del fratello.

Aldilà della storia, la professoressa Berti ha raccontato e condiviso con i ragazzi le emozioni più profonde vissute in carcere come insegnante e ha parlato inoltre del burnout come rischio di chi lavora in questi contesti.

Il dolore psicologico, i silenzi in famiglia, tutti i non detti sono solo delle piccole concause che portano a dolori più grandi e posso condurre fino alla detenzione, quindi è importante riflettere sul fatto che a salvarci molto spesso sono le parole, e la condivisione è l'apertura verso l'altro è il cambiare atteggiamento perché se si fanno le cose mettendoci amore, quell'amore poi ti ritorna.

 

 

 

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