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Extracomunitari, trattenimento nel Cie invalido senza contraddittorio

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di Francesco Machina Grifeo


Il Sole 24 Ore, 14 novembre 2017

 

Corte di cassazione - Sentenza 13 novembre 2017 n. 26803. Va annullato il provvedimento del giudice che convalida il trattenimento nel Cie di un cittadino extracomunitario qualora il migrante non abbia partecipato all'udienza. Né l'essere sottoposto ad un semplice trattamento di profilassi - in questo caso "anti-scabbia" - può costituire un valido motivo per negarne la partecipazione. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza del 13 novembre 2017 n. 26803, accogliendo il ricorso di un nigeriano e cassando il decreto del giudice di pace di Bari che invece aveva convalidato la permanenza forzosa nel centro di identificazione ed espulsione disposta dal questore di Taranto.

I giudici di Piazza Cavour, ricorda la decisione, avevano affermato (ordinanza n. 12709 del 2016) con riguardo al procedimento giurisdizionale relativo alla "proroga del trattenimento" presso un Cie di uno straniero, già sottoposto al primo segmento temporale previsto dalla legge, che vanno applicate le stesse garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell'audizione dell'interessato, previste per il procedimento di convalida della prima frazione temporale del trattenimento, "tenuto conto che un'opposta lettura delle norme sarebbe in contrasto con gli artt. 3 e 24 Costituzione".

Inoltre, con riguardo ai migranti che per ragioni sanitarie siano sottoposti a trattamenti di profilassi, in assenza di pericoli per la salute pubblica, la Suprema Corte (ordinanze nn. 10743 e 11468 del 2017) ha escluso l'esistenza di un "legittimo impedimento del trattenuto a comparire all'udienza di convalida". Per cui il fatto che il difensore abbia eccepito la violazione del diritto di difesa dello straniero che chiede di essere sentito in sede di convalida "costituisce eccezione rilevante e fondata che deve impedire al Giudice, in ragione della ingiustificata assenza dell'interessato all'udienza di convalida, di procedere alla sua celebrazione e alla pronuncia del provvedimento di convalida impugnato" che, dunque, conclude sul punto, "perciò solo, si rivela irritualmente dato e quindi deve essere cassato".

Da qui l'affermazione del principio di diritto secondo cui "in tema di procedimento di convalida del trattenimento dello straniero nel centro di identificazione ed espulsione (ai sensi degli articoli 14 deI D.Lgs n. 25 del 2008), le garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell'audizione dell'interessato, per il procedimento di convalida del trattenimento, trovano applicazione senza che sia necessaria la richiesta dell'interessato di essere sentito". "Pertanto - prosegue la decisione -, costituisce eccezione rilevante e fondata quella sollevata dal difensore del trattenuto il quale alleghi la violazione del diritto di difesa dello straniero che, pur chiedendolo, non venga accompagnato davanti al giudice della convalida in ragione di trattamenti di semplice profilassi (nella specie: anti-scabbia), che non costituiscano pericoli per la salute pubblica".

 

 

 

 

 

 

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