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Egitto. Caso Regeni, i nove sospettati sono alti ufficiali del Cairo

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di Grazia Longo

 

La Stampa, 2 dicembre 2018

 

Mentre per martedì è attesa l'iscrizione nel registro degli indagati, da parte della Procura di Roma, di 6-7 tra i 9 alti ufficiali della polizia e dei servizi segreti civili egiziani per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni, si complica la mediazione diplomatica. Nel confronto politico tra Italia ed Egitto entra a gamba tesa il segretario generale della Commissione Affari esteri del parlamento egiziano, Tarek El Khouly. Che stigmatizza il congelamento dei rapporti tra i parlamenti dei due Paesi, deciso dal presidente della Camera Roberto Fico.

Una scelta bollata come "infelice e non giustificata" in quanto in Italia ci sarebbero casi analoghi che non fanno scattare un boicottaggio da parte del Cairo. "Anche noi abbiamo cittadini egiziani e abbiamo presentato richieste a loro riguardo seguendole con il ministero degli Affari esteri". Il dicastero "segue il caso di alcuni giovani egiziani scomparsi in Italia e che sono stati vittima di alcuni crimini orribili".

Peccato però che i nomi di queste presunte vittime egiziane non siano stati forniti. Tarek El Khouly insiste: "Trattiamo con gli altri paesi sulla base del principio di reciprocità. Non abbiamo nulla da nascondere e nulla da temere. Di conseguenza, di fronte a chi agisce in questa maniera nei nostri confronti non possiamo che agire nello stesso modo".

Gli egiziani coinvolti Neppure una parola, invece, sui depistaggi messi in atto dagli egiziani per allontanare i nostri inquirenti dalla verità sulla drammatica fine del ricercatore friulano per conto dell'Università di Cambridge. Solo grazie alla tenacia dei carabinieri del Ros e dei poliziotti dello Sco, coordinati dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco, è stato possibile individuare i responsabili.

Dal colonnello Usham Helmy fino al generale Sabir Tareq, dal maggiore Magdi Sharif della Nationals Security (il quale gestiva i rapporti con Mohamed Abdallah, il sindacalista-spia dei venditori ambulanti che ha denunciato Giulio alla Sicurezza egiziana) al colonnello della polizia investigativa Ather Kamal. Fu quest'ultimo a portare il sindacalista negli uffici della Ns, dove incontrò Sharif e il suo superiore, il colonnello Usham Hely.

La prossima settimana i genitori di Giulio, Paola e Claudio Regeni, riceveranno in Italia un loro consulente egiziano, un ingegnere elettronico che purtroppo ha dovuto fare i conti con i "buchi" delle immagini delle videocamere della metropolitana usata da Giulio la sera della scomparsa, il 26 gennaio 2016.

 

 

 



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