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Egitto: Al Sisi alla Cbs: non ci sono prigionieri politici

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di Monica Ricci Sargentini

 

Corriere della Sera, 5 gennaio 2019

 

L'Egitto ha chiesto all'emittente Cbs di non trasmettere un'intervista al presidente Abdel Fatah al-Sisi, in cui lui nega l'esistenza di prigionieri politici nel suo Paese. Sul sito web della rete statunitense si trovano alcuni estratti del colloquio che andrà in onda domenica prossima sul programma 60 minutes: "Non abbiamo alcun prigioniero politico o prigioniero d'opinione. Stiamo tentando di contrastare gli estremisti che impongono la loro ideologia alle persone".

Il presidente ha smentito il rapporto di Human Rights Watch secondo cui le autorità egiziane "hanno arrestato o incriminato probabilmente almeno 60mila persone" dal colpo militare del 2013, in cui fu destituito l'islamista, Mohammed Morsi. "Non so dove abbiano preso quel dato, ho detto che in Egitto non ci sono prigionieri politici", ha aggiunto al-Sisi. Quest'ultimo è arrivato al potere nel 2014, un anno dopo aver destituito Morsi a seguito di proteste di massa contro il regime islamista. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano che l'ex capo della Sicurezza abbia da allora ha creato un regime repressivo e autoritario.

La collaborazione con Israele - Nell'intervista Al Sisi ammette la collaborazione del suo Paese con Israele contro i combattenti jihadisti nel Sinai. "Al-Sisi ha incontrato Scott Pelley per dare notizie a 60 Minutes e lo ha fatto, confermando che il suo esercito sta lavorando con Israele contro i terroristi nel Sinai del Nord", si legge. Quando gli è stato domandato se la collaborazione sia la più stretta mai avvenuta, al-Sisi ha detto, secondo Cbs: "Questo è corretto. Abbiamo un ampio raggio di collaborazione con gli israeliani". In seguito l'ambasciatore egiziano negli Usa ha contattato i responsabili della trasmissione, dicendo loro che "l'intervista non può essere trasmessa", ha riferito l'emittente. La quale, tuttavia, ha fatto sapere la diffonderà domenica. Nonostante interessi economici legati al gas e il ruolo pionieristico nella distensione araba con Israele concretizzatosi nell'accordo di pace del 1979, la retorica anti-sionista in Egitto è sempre molto forte (un deputato, ad esempio, è stato cacciato dal parlamento per aver incontrato l'ambasciatore israeliano). A febbraio il Nyt, citando sette funzionari americani e britannici, aveva riferito che nei precedenti due anni Israele ha compiuto oltre 100 raid aerei in Egitto, in media uno alla settimana, con il beneplacito di Sisi.

Già in precedenza il sito Ynet aveva rivelato che aerei da guerra egiziani sono entrati "per brevi momenti" nello spazio aereo israeliano per bombardare postazioni dell'Isis nei pressi del confine nord del Sinai. Questi voli "senza precedenti" sarebbero stati effettuati in "apparente coordinamento" con l'esercito israeliano e si sono svolti soprattutto nel triangolo al confine tra Egitto, Israele e il sud della Striscia di Gaza.

 

 

 



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