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Duello sulla legittima difesa. M5S: via la stretta ai risarcimenti, la Lega frena sulle modifiche

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di Barbara Acquaviti

 

Il Messaggero, 6 dicembre 2018

 

All'apparenza dicono la stessa cosa: ci confrontiamo su tutto, vedremo se ci sono da fare cambiamenti. Parola più parola meno, è questa la posizione che sia Lega che M5S hanno sulla legittima difesa che, dopo il primo via libera da palazzo Madama, ha cominciato ieri il suo iter in commissione Giustizia alla Camera. Nella versione Carroccio, tuttavia, la lettura autentica è questa: parliamone, ma la riforma va già bene così com'è. Lo fa capire il sottosegretario alla Giustizia, Iacopo Morrone: "Al Senato si è lavorato bene. Se verrà migliorato lo vedremo nelle prossime settimane, ma credo che ci siamo".

Per i pentastellati è tutta un'altra storia. Già si prepara la fronda e pesca in quello stesso gruppo di 17 deputati che aveva messo nero su bianco i propri dubbi sul decreto sicurezza. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede torna a ripetere che sulla legittima difesa c'è "la possibilità di eliminare le zone d'ombra" della legge attuale.

Il primo ad aprire all'ipotesi di modifiche, per la verità, è stato proprio il titolare del Viminale che però sul quel provvedimento non vuole scossoni e ha dato ordine ai suoi di rispettare i tempi: ossia approdo in aula alla Camera a gennaio. Il punto è che una modifica, anche piccola, significa un nuovo passaggio al Senato. Per questo l'obiettivo del Carroccio resta quello di non modificare la riforma. Dai pentastellati vengono sollevati sostanziali dubbi sul testo.

In realtà, le perplessità al momento non sembrano riguardare le modifiche al codice penale che pure sono il cuore del provvedimento. Il testo varato dal Senato, infatti, modifica gli articoli 52 e 55. Nel riforma leghista si prevede che la legittima difesa sia "sempre" proporzionata in casa o nel luogo di lavoro quando si "usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione".

Le maggiori perplessità che trapelano dai grillini hanno però a che fare al momento più con gli interventi che toccano il codice civile e, in particolare, la questione dei risarcimenti. Il provvedimento varato dal Senato, infatti, stabilisce che non vi sia possibilità di chiedere nessun tipo di risarcimento né da parte dell'aggressore né dei suoi familiari.

Insomma, che non ci si possa rivalere economicamente sull'aggredito neanche se ha causato un danno fisico, o il decesso, del ladro. Una norma che per il M5S va cambiata. Salvini, tuttavia, l'ha più volte rivendicata come una delle novità di cui essere orgogliosi.

 

 

 



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