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Diritti umani. Ecco l'istantanea della situazione nel 2018 e le prospettive per il nuovo anno

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La Repubblica, 10 gennaio 2019

 

Il libro di Amnesty International in libreria. Attraversa regioni geografiche e temi trasversali del 2018 e immaginare il futuro: i conflitti noti e non, il commercio di armi, i diritti economici, di donne e migranti. Con una panoramica sulle violazioni dei diritti umani, sulle lotte degli attivisti e sulle sfide vecchie e nuove, "La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019" (il libro pubblicato da Amnesty International, 15 euro, 176 pagine) attraversa regioni geografiche e temi trasversali per scattare una foto del 2018 e immaginare il futuro: i conflitti noti e meno noti, il commercio di armi, i diritti economici e sociali, la libertà d'espressione online e offline, i diritti delle donne e dei migranti.

Proprio le donne sono state le protagoniste di un anno di lotte per i loro diritti ma anche per difendere le loro comunità e le persone più vulnerabili. Per questo sono state prese di mira, vessate, attaccate. "Hanno cercato d'intimidirci ma non ci sono riusciti", ha dichiarato Nonhle Mbuthuma, un'attivista del Sudafrica. I difensori dei diritti umani, uomini e donne, non arretreranno di un passo finché i princìpi della Dichiarazione universale dei diritti umani, sanciti 70 anni fa, non saranno garantiti a tutti. Amnesty International è al loro fianco.

"La situazione dei diritti umani nel mondo". Il libro è l'evoluzione del tradizionale Rapporto annuale di Amnesty International. Più agevole e insieme più ricco di dati e immagini, questo volume è un riferimento indispensabile per attivisti, ricercatori, avvocati, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e per tutte le persone che credono che il cambiamento sia possibile. Il volume è arricchito dall'introduzione di Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti, e da un approfondimento sull'Italia dei ricercatori dell'Ufficio regionale per l'Europa di Amnesty International, Elisa De Pieri e Matteo De Bellis.

La nascita dell'"uomo forte". "Assistiamo a un'epoca in cui un'economia globale indebolita ha lasciato spazio all'ascesa di personaggi politici boriosi, che utilizzano atteggiamenti machisti, misoginia, xenofobia e omofobia, per fornire l'immagine del leader come 'uomo fortè. Uno scenario che riflette quello dell'ascesa del fascismo negli anni Trenta, preceduta da un periodo di recessione economica e culminata negli orrori dell'Olocausto; la risposta a tutto ciò fu la Dichiarazione universale dei diritti umani.

Nel 2018 abbiamo visto molti di questi 'leader forti' cercare d'indebolire il principio stesso di uguaglianza, pietra angolare delle norme sui diritti umani. Hanno cercato di demonizzare e perseguitare le comunità già emarginate e vulnerabili. Tuttavia, quest'anno nessuna lotta per l'uguaglianza ha avuto tanta risonanza e visibilità quanto quella per i diritti delle donne". (Kumi Naidoo, Segretario generale di Amnesty International)

Cos'è Amnesty International. È un'organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei princìpi della solidarietà internazionale. L'associazione è stata fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l'amnistia dei prigionieri di coscienza. La visione di Amnesty International è quella di un mondo in cui a ogni persona siano riconosciuti tutti i diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e da altri atti sulla protezione internazionale dei diritti umani.

 

 

 



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