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Da ex detenuti al set, anche questa è la fiction di Angelo Faraci

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scomunicando.it, 4 febbraio 2019

 

Così dopo 30 anni dalle pellicole storiche del grande Marco Risi con i suoi film storici "Ragazzi fuori" e "Mery per sempre", oggi il giovane attore-regista palermitano ha voluto sui suoi set girando la seconda parte di "Ciò che non ti ho detto" volti e vissuti dei ragazzi dei quartieri di Palermo, che interpretano la loro vita e la loro storia.

L'attore-regista palermitano è il nuovo nome del cinema che punta tra azione e cronaca ad accendere il fari sulla "legalità" ed il diritto di vivere in una società migliore zeppa di buoni valori e fuori dai luoghi comuni. Angelo Faraci, già sulla ribalta cinematografica da attore, volto da fiction, ora si cimenta anche dietro la macchina da presa girano dopo il successo della prima puntata il seguito di "Ciò che non ti ho detto".

Classe 1989, Angelo può considerarsi l'ideatore della fiction tv siciliana distribuita per varie tv sui canali nazionali ed a Malta e che oggi è visibile anche in streaming. Il progetto cinematografico, dopo il successo della prima puntata, adesso lo vede impegnato negli ultimi ciack della seconda serie che Faraci ha voluto realizzare punteggiando di set tutta la Sicilia coinvolgendo anche tanti nomi del cinema italiano di ieri e di oggi, e ricercando anche "volti nuovi"; tanto per fare qualche nome: Patrizia Tirendi, Giuseppe Lucania, Totò Borgese, Michele Li Volsi, Antonio Macaluso, Marika Faraci, Anna Teresi, Marco Perillo e tanti altri oltre lo stesso Angelo Faraci, nelle vesti del protagonista.

Tematica forte, quella voluta dal regista, che "vola oltre" la semplice fiction "spettacolare" e "d'azione", un classico delle serie tv, ma che intende lanciare un messaggio ben preciso alle giovani generazioni, ovvero, come spiega lo stesso registra "quello di sottrarsi al culto dell'illegalità e condurre una vita sana, ancora a principi positivi, alla luce del sole, senza mai finire in giri strani e di malaffare". Nella stesura del copione del film - che sta già facendo parlare di se suscitando interesse e curiosità - Angelo Faraci sta coinvolgendo diversi volti prettamente siciliani con un vissuto non del tutto facile. Così nelle riprese ecco apparire davanti la macchina da presa anche ex detenuti, coinvolti appositamente per rispecchiare certe realtà siciliane, crude, dure, reali.

Dunque tanti volti "presi dai borghi e dai quartieri", un tocco di neoralismo, che da il senso del reale, del vero, del vissuto al lavoro cinematografico dove questi autentici autodidatti nella recitazione, alla prima esperienza cinematografica, interpretano loro stessi e la loro vita. Così il nostro giovane regista vuole dare proprio una possibilità di riscatto in particolare ad alcuni di loro, considerati gli ultimi, ma come dice Angelo i primi sul set, poiché nel film hanno dato una prestazione da grandi attori. A loro va da subito "un mega augurio" per il loro riscatto, perché quest'occasione, con in molti altri casi verificatisi nel mondo del cinema italiano e non solo, vedi appunto i film di Risi, possa diventare un'occasione nuova, da prendere al volo.

 

 

 

 

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