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Cuneo: nelle quattro carceri della Granda disagi, criticità e sovraffollamento

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di Matteo Borgetto

 

La Stampa, 4 gennaio 2019

 

La denuncia arriva dai garanti dei detenuti. Monitoraggio della situazione ad Alba, Cuneo, Fossano e Saluzzo. La Granda ha un primato anche per le case di reclusione. È l'unica provincia ad averne quattro e anche l'unica ad aver nominato altrettanti garanti dei diritti e doveri dei detenuti. Il primo giorno dell'anno Alessandro Prandi (garante ad Alba), Mario Tretola (Cuneo), Bruna Chiotti (Saluzzo) e Rosanna Degiovanni (Fossano), hanno visitato le carceri di Alba, Cuneo e Saluzzo, evidenziando situazioni di disagio, criticità e sovraffollamento.

In particolare al "Giuseppe Montalto" di Alba, chiuso a fine 2016 per un caso di legionella e riaperto parzialmente nel giugno 2017, dove a fronte di una capienza regolamentare di 142 detenuti, i posti attualmente disponibili sono 33, ma le presenze 46 con un tasso di affollamento del 139,4%. "Incertezza totale sulla riapertura completa - dice il garante Prandi -, mentre il decreto Semplificazione potrebbe causare tagli alle risorse stanziate dal precedente Governo e ridurre gli interventi previsti. Negli spazi, molto ristretti, è difficile portare avanti le attività di formazione e socialità, dedicare aree specifiche ai colloqui, allo studio e alle attività spirituali".

"Tensione diffusa" - Non va meglio al "Cerialdo" di Cuneo (295 detenuti per 288 posti). "Si percepisce una tensione diffusa tra i reparti - spiega Mario Tretola -, dove convivono 4 persone in ogni cella. Scarse disponibilità di lavoro, pochi riescono a essere impegnati. Il resto del tempo passa nell'ozio. Alta presenza di stranieri con condanne molto brevi, la maggior parte non riceve (per motivi di distanza) visite di parenti". E auspica l'intervento di mediatori culturali, che collaborando con gli agenti di polizia penitenziaria "potrebbero creare un ambiente più sereno".

A Saluzzo nessun problema di sovraffollamento, ma "criticità logistiche - sottolinea Bruna Chiotti, anche se sono state fatte migliorie (ad esempio una cucina interna più funzionale e il campo da calcio). La grave carenza di personale educativo di fatto impedisce misure alternative". Pur non avendo visitato la casa di reclusione di Fossano, i garanti hanno ribadito che "permangono le criticità già rimarcate nel 2018, in particolare la scarsità di spazi per la socializzazione e le attività, necessarie nell'ottica di una corretta e funzionale applicazione del regime detentivo di "sorveglianza dinamica".

 

 

 

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