Lunedì 19 Novembre 2018
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Corte di giustizia europea. Protezione sussidiaria, esclusione con prove forti

PDF Stampa
Condividi

Italia Oggi, 14 settembre 2018

 

Una persona non può essere esclusa dal beneficio della protezione sussidiaria se ritenuta aver commesso un reato grave sulla sola base della pena stabilita ai sensi del diritto dello Stato membro interessato. L'autorità che statuisce sulla domanda di protezione sussidiaria deve valutare la gravità dell'illecito procedendo a un esame completo delle circostanze del caso individuale di cui trattasi.

Così la Corte di giustizia europea con sentenza nella causa C-369/17 Shajin Ahmed / Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal. La questione era stata sollevata dal Tribunale amministrativo e del lavoro di Budapest, il quale ha appunto chiesto alla Corte di giustizia se la gravità del reato possa essere determinata sulla sola base della pena prevista per un reato specifico ai sensi del diritto dello Stato membro interessato.

La Corte indica, innanzitutto, che il legislatore dell'Unione ha inteso instaurare uno status uniforme a favore di tutti i beneficiari di una protezione internazionale e che, per quanto riguarda le cause di esclusione, si è ispirato alle norme applicabili ai rifugiati per estenderle, ove possibile, ai beneficiari dello status di protezione sussidiaria. La Corte richiama, poi, la propria giurisprudenza secondo cui qualsiasi decisione di escludere una persona dallo status di rifugiato deve essere preceduta da un esame completo di tutte le circostanze relative al caso individuale e non può essere adottata in modo automatico.

Una siffatta necessità deve essere trasposta alle decisioni di esclusione dalla protezione sussidiaria. In tale contesto, la Corte considera che, sebbene il criterio della pena prevista ai sensi della legislazione penale nazionale sia di particolare importanza nel valutare la gravità del reato che giustifica l'esclusione dalla protezione sussidiaria, l'autorità competente dello Stato membro interessato può invocare la causa di esclusione solo dopo aver effettuato, per ciascun caso individuale, una valutazione dei fatti precisi di cui essa ha conoscenza, al fine di determinare se sussistano fondati motivi per ritenere che gli atti commessi dalla persona interessata, che per il resto soddisfa i criteri per ottenere lo status richiesto, rientrino in tale causa di esclusione.

In tali circostanze, la Corte conclude nel senso che il diritto dell'Unione osta a una legislazione di uno Stato membro in forza della quale si considera che un richiedente protezione sussidiaria abbia "commesso un reato grave" il quale può escluderlo dal beneficio di una siffatta protezione, sulla sola base della pena prevista per un determinato reato ai sensi del diritto nazionale. Spetta all'autorità o al giudice nazionale competente che statuisce sulla domanda di protezione sussidiaria valutare la gravità dell'illecito considerato, effettuando un esame completo di tutte le circostanze del caso individuale di cui trattasi.

 

 

 



06


  06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it