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Corrotti e corruttori al bando, la riabilitazione può attendere

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di Claudia Morelli

 

Italia Oggi, 7 gennaio 2019

 

Via per sempre (o quasi) dalla vita economica del Paese corrotti e corruttori: i primi saranno interdetti dai pubblici uffici a vita, oltre che per i reati attualmente previsti, anche in caso di corruzione impropria e aggravata, induzione indebita a dare o promettere utilità, per corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, corruzione attiva, istigazione alla corruzione; traffico di influenze illecite. I secondi saranno esclusi dalla vita economica pubblica anche per i reati di peculato, escluso quello d'uso; corruzione in atti giudiziari; traffico di influenze illecite.

E non solo. Anche se dovesse intervenire la riabilitazione (che estingue la condanna) a seguito dell'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali, le pene accessorie interdittive sarebbero comunque perpetue. Insomma: niente più casi "Berlusconi", il quale è tornato ad essere candidabile dopo che il Tribunale di sorveglianza di Milano nella primavera scorsa lo ha riabilitato a seguito del servizio sociale svolto presso l'istituto della Sacra Famiglia di Cesano Boston. I "faccendieri" non potranno più far sentire la loro influenza, reale o millantata che sia.

La stretta del governo giallo-verde sulla corruzione si annuncia destinata a propagare i suoi effetti in un futuro espanso, e non solo nei termini della maggiore incisività investigativa e di accertamento dei reati contro la pubblica amministrazione nel processo, ma anche con l'intento, in effetti anche dichiarato, di "spazzare via" dalla vita pubblica tutti coloro che si sono macchiati di comportamenti illeciti nei confronti dell'amministrazione pubblica.

Sono forse questi gli aspetti di maggiore incisività, che si aggiungono ai temi più prettamente processuali, della legge "spazza corrotti" approvata in via definitiva dal Senato lo scorso 18 dicembre. Ed ai quali si sommano le altre novità, oltre il cosiddetto "Daspo" appunto: aumento dell'entità delle pene accessorie, arresto in flagranza di reato, aumento a due anni dei termini delle indagini preliminari e preclusioni ad accedere ai benefici penitenziari e misure alternative. Introduzione del "pentito" e delle operazioni sotto copertura (ma non agente provocatore) e della possibilità di utilizzare le intercettazioni con trojan (finora limitate alle ipotesi di criminalità organizzata e terrorismo) anche per i reati contro la p.a.

Congelamento della prescrizione dopo le sentenze di primo grado e nuove regole per la trasparenza del finanziamento dei partiti. L'andamento parlamentare. Approvata con la fiducia al Senato il 23 novembre scorso, il testo esaminato in seconda lettura da Montecitorio è pressoché identico a quello licenziato in prima lettura se non fosse per la modifica che ha eliminato la disposizione volta ad assorbire nell'abuso d'ufficio una fattispecie configurata attualmente come peculato e perciò punita più severamente.

"Questa legge è per tutti i cittadini onesti", ha detto il ministro guardasigilli Alfonso Bonafede commentando il voto finale, "per tutti gli imprenditori che vogliono fare bene il loro lavoro e per tutte le persone che faranno rinascere questo Paese. Per noi questa è una legge molto importante, il mio primo pensiero va ai giovani italiani e al loro futuro". Per magistrati e avvocati però la musica è diversa: Anm e Ucpi si si sono ritrovate nelle critiche alle modifiche alla norma sulla prescrizione, destinate, è la denuncia, a rendere il processo penale una spada di Damocle permanente sulla testa degli indagati o imputati.

Anche il Csm, con un parere arrivato a legge approvata, lo scorso 19 dicembre, ha espresso critiche sulla riforma della prescrizione e sulla previsione del Daspo a vita per i corrotti adombrando seri rischi di incostituzionalità anche per gli effetti sui diritti alla difesa e alla ragionevole durata dei processi. Con conseguente probabile ricaduta sugli esborsi ex Legge Pinto. L'inasprimento dei reati contro la Pa.

Per grandi linee, il provvedimento interviene su due questioni: i reati contro la pubblica amministrazione e la trasparenza nel finanziamento ai partiti. Sul primo fronte, la legge interviene sul codice penale (inasprendo le pene dei reati contro la pa), sul codice di procedura penale (potenziando strumenti di indagine e di accertamento), sul codice civile (rendendo perseguibile d'ufficio la corruzione tra privati), sull'ordinamento penitenziario e sulla legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa da reato per le persone giuridiche (vedi altro articolo nella pagina affianco).

Il testo introduce un'aggravante del delitto di indebita percezione di erogazioni a danno della Stato, quando il fatto sia commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio; aumenta le pene per i delitti di corruzione per l'esercizio della funzione e di appropriazione indebita. Ridefinisce la fattispecie del traffico di influenze illecite, assorbendo il millantato credito e rendendo passibile di pena anche colui che dà o promette la somma di denaro, non più reputato alla stregua di una vittima del raggiro.

Inasprimento delle pene accessorie (Daspo). Il provvedimento introduce l'incapacità di contrarre con la p.a. (cosiddetto Daspo) nell'ipotesi di un ventaglio molto ampio di reati, così come la interdizione perpetua dai pubblici uffici. La riabilitazione sarà possibile, sulla carta, non prima di sette anni e con la prova di buona condotta.

Aumentano i termini della interdizione temporanea. L'accesso alla sospensione condizionale della pena sarà più oneroso: non solo riguarderà anche il corruttore "privato" e sarà condizionato al pagamento, all'amministrazione lesa, della somma determinata a titolo di riparazione pecuniaria; ma il giudice potrà decidere di non estenderne gli effetti alla interdizione dai pubblici uffici o al cosiddetto Daspo.

Viene introdotta la figura del "pentito". La legge introduce una causa di non punibilità (nuovo articolo 323-ter), in presenza di autodenuncia (prima di essere iscritto nel registro degli indagati e in ogni caso entro sei mesi dal fatto, mettendo a disposizione l'utilità ricevuta) e di collaborazione con l'autorità giudiziaria.

l millantato credito viene abrogato come fattispecie a sé e ricompreso nella nuova formulazione del traffico di influenze illecite. Agente sotto copertura. Il provvedimento estende la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione.

La nuova prescrizione. Per quanto riguarda la prescrizione, il testo prevede una parziale riforma modificando gli articoli 158, 159 e 160 del codice penale. Il provvedimento individua nel giorno di cessazione della continuazione il termine di decorrenza della prescrizione in caso di reato continuato (si tratta di un ritorno alla disciplina anteriore alla legge ex Cirielli del 2005); sospende il corso della prescrizione dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna, fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del citato decreto.

L'entrata in vigore della riforma della prescrizione è fissata (comma 2 dell'art. 1) al 1° gennaio 2020. Trojan per investigazioni domiciliari ad ampio raggio. Sono consentite sempre le intercettazioni mediante l'uso dei captatori informatici (cd. trojan) su dispositivi elettronici portatili nei procedimenti per delitti contro la pubblica amministrazione puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni. Inoltre cade il paletto del loro utilizzo domiciliare, che sarà possibile anche quando non vi è motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l'attività criminosa.

 

 

 



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