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Corea Nord: Onu; nel Paese crimini contro umanità, centinaia di migliaia morti nei campi

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Ansa, 18 febbraio 2014

 

La Corea del Nord è colpevole di numerosi crimini contro l'umanità. È quanto afferma il rapporto della commissione d'inchiesta Onu sulla violazione dei diritti umani a Pyongyang diffuso oggi a Ginevra.

"La gravità, la scala e la natura di queste violazioni rivelano uno stato che non ha alcun parallelo nel mondo contemporaneo", aggiunge il rapporto della Commissione di inchiesta. Il documento di quasi 400 pagine descrive l'inferno dei campi di prigionia e le scomparse forzate anche all'estero, nonché le politiche di indottrinamento e di monopolio del cibo da parte del regime. Pyongyang non ha concesso l'accesso al Paese alla commissione di inchiesta, istituita da una risoluzione approvata il 21 marzo 2013 dal Consiglio Onu dei diritti umani. Composta da tre principali esperti, la commissione ha condotto le indagini tramite interviste di vittime e testimoni all'estero in condizioni di estrema riservatezza per non mettere né loro, né le loro famiglie in pericolo. La Cina ha negato l'accesso alla Commissione.

 

Centinaia di migliaia morti nei campi

 

Negli ultimi 5 decenni, "centinaia di migliaia di prigionieri politici sono morti nei campi di prigionia della Corea del Nord". Lo denuncia la Commissione d'inchiesta dell'Onu. Le persone nei campi è stata gradualmente eliminata con una politica deliberata di fame, lavori forzati, esecuzioni, tortura, stupri, aborti forzati e l'infanticidio.

"Le indicibili atrocità" commesse contro i detenuti di questi campi di prigionia politica, detti kwanliso, "somigliano agli orrori dei campi creati dai peggiori Stati totalitari del XX secolo", si legge nel rapporto della Commissione reso noto oggi a Ginevra. Il regime di Pyongyang nega l'esistenza dei campi, ma vi sono testimonianze di ex guardiani e detenuti. Inoltre - afferma il rapporto di quasi 400 pagine - immagini satellitari provano che sono ancora operativi e benché il loro numero sia diminuito, "a causa dei decessi e di qualche rilascio, si stima che tra 80mila e 120mila mila persone siano attualmente detenute in quattro grandi campi di prigionia politica".

 

Cina non appoggia Onu per accusa crimini contro umanità

 

Il governo cinese ha dichiarato oggi che "non appoggerà" il rapporto con cui le Nazioni Unite accusano la Corea del Nord di crimini contro l'umanità davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. "Le questioni riguardanti i diritti umani dovrebbero essere risolte con un dialogo costruttivo e su un piano di parità", ha dichiarato la portavoce del ministro degli Esteri cinese. A settembre, una commissione d'inchiesta dell'Onu aveva denunciato "le atrocità" perpetrate nei campi di prigionia della Corea del Nord, citando i racconti dei sopravvissuti: "i bambini venivano annegati e parenti e amici uccisi davanti ai nostri occhi", hanno detto alcuni detenuti. La Corea del Nord ha sempre negato tutto, affermando che "le prove di tali atrocità erano state fabbricate da forze ostili alla Corea, come Washington, Tokyo e Bruxelles".

 

 

 



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