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Cassino (Fr): la "stozza cassinese" realizzata in carcere

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linchiestaquotidiano.it, 3 luglio 2018

 

"Questo luogo è un territorio importante. Chi è qui dentro deve conoscere questo territorio. Ringrazio l'Associazione culturale Vecchia Cassino per aver portato uno spaccato della città in carcere e per aver fatto conoscere ai nostri ospiti una delle più belle ed antiche tradizioni". Con queste parole la dottoressa Irma Civitareale, direttore della Casa circondariale di Cassino ha presentato la Stozza Cassinese che, per la prima volta nella storia della manifestazione, lo scorso venerdì mattina ha varcato il cancello del carcere.

L'iniziativa è stata accolta con calore ed entusiasmo dalla direzione, dal personale e dagli stessi detenuti, alcuni dei quali scelti a far parte del Comitato dei Saggi. Alex, Raffaele, Luca, Alessandro, Alex, Alessandro, Alessandro, Vincenzo sono coloro che hanno avuto il compito di giudicare le cinque super "Stozze" in gara: il classico panino farcito con prodotti e ricette tipici della cucina cassinese. I giudici, che frequentano la sede distaccata dell'Istituto Alberghiero all'interno della casa circondariale, hanno assaggiato e giudicato in base a tre aspetti: forma, contenuto e sapore.

Nessuno di loro era a conoscenza del nome degli autori delle stozze, ognuna caratterizzata da un titolo: n.1) "Gliu Fazzolettone a base di peperoni dell'orto mio vicino". La stozza è stata preparata dagli Educatori della Casa secondo la tradizione contadina in uso il giorno della trebbiatura; n. 2) "Gliu Panar" a base di melanzane e peperoncini piccanti. Preparata dal gruppo Caritas; n. 3) "Aria di Casa" con coratella e carciofi. Preparata dal Direttore; n. 4) "Mare e Monti" ingredienti principali salmone e melanzane arricchita da caprino e limoni del giardino del Direttore; 5) "Pastozza di Mamma Peppinella" ingredienti principali uova e cipolletta francese degl'uort mio. Preparata dal gruppo pensionati. Fuori concorso lo staff della Stozza Cassinese ha riproposto la vincitrice della settima edizione svoltasi "Chella che non se fa chiù" a base di polpette a sugo e parmigiana di melanzane.

Al termine dell'evento il presidente dell'associazione Antonio Marzocchella ha consegnato alla direttrice Irma Civitareale una targa ricordo della giornata sottolineando: "Oggi è la terza volta che organizziamo questa manifestazione, che ha l'obiettivo di far conoscere ai giovani una delle antiche tradizioni della nostra città. La prima il 26 maggio presso la scuola Pio Di Meo del Primo Istituto Comprensivo, dinanzi a 200 bambini.

La seconda volta lo scorso 3 giugno a Montecassino. Oggi chiudiamo qui, insieme a voi. Grazie per le emozioni che ci avete trasmesso. Vi annuncio - ha rivelato il presidente rivolgendosi ai detenuti - che la notte del 5 gennaio 2019 porteremo La Pasquetta anche per voi".

Anche i Saggi per gli assaggi hanno ringraziato l'associazione e lo staff per aver regalato a tutti loro momenti di allegria e spensieratezza. Dopo aver consegnato un attestato ai partecipanti, lo staff composto dal presidente Antonio Marzocchella e dai collaboratori Marcello Trupiano, Mary Comparone, Domenica Marinelli e Roberto Minchella ha premiato i primi tre classificati. Il primo premio è andato alla stozza n. 4 "Mare e Monti" proposta dal personale amministrativo. Il secondo premio al gruppo Pensionati "Pastozza di Mamma Peppinella", ritirato da Tonino Comparone. Il terzo premio è andato al gruppo Caritas con "Gliu Panar" ed è stato ritirato dalla direttrice Caritas Maria Rosaria Lauro.

 

 

 

 

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