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Caso Magherini, la famiglia farà ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo

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di Anna Ditta

 

The Post Internazionale, 2 dicembre 2018

 

Per i giudici della Cassazione la morte di Magherini non era "prevedibile, perché le forze dell'ordine non avevano le competenze specifiche" in materia di arresto di persone stato di "delirio eccitatorio".

La Corte di Cassazione ha depositato ieri, 29 novembre, le motivazioni della sentenza con cui ha assolto i tre carabinieri condannati in primo e in secondo grado per l'omicidio di Riccardo Magherini.

L'ex calciatore delle giovanili della Fiorentina è morto dopo essere stato fermato in strada dai carabinieri a via Borgo San Frediano, Firenze, la notte tra il 2 e il 3 marzo 2014. Secondo i giudici della quarta sezione della Cassazione, che hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna del 2017 della Corte d'Appello di Firenze, "il fatto non costituisce reato".

Magherini era "in delirio eccitatorio" per "intossicazione da cocaina", scrivono i giudici. La sua morte, secondo gli ermellini, non era "prevedibile, perché le forze dell'ordine non avevano le competenze specifiche in materia di arresto di persone in tale stato".

In primo e secondo grado, i tre carabinieri imputati erano stati ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Vincenzo Corni era stato condannato a 8 mesi, Stefano Castellano e Agostino della Porta a 7 mesi ciascuno. Quanto accaduto la notte del 3 marzo 2014 è documentato in un video pubblicato da Le Iene, in cui si vedono gli agenti tenere bloccato a terra Magherini e si sentono distintamente le sue urla d'aiuto. Matteo Torretti, uno dei testimoni, conferma di aver visto dare 7/8 calci a Magherini, di cui "5-6 all'addome e due in faccia".

Il 40enne era sposato e aveva un figlio di un anno. Secondo il pm Bocciolini, è morto per: "arresto cardiocircolatorio per intossicazione acuta da cocaina associata a un meccanismo asfittico". Le fotografie mostrano che Riccardo Magherini è arrivato all'ospedale ricoperto di ferite ed ematomi sul volto e su tutto il corpo. "Credo che il materiale video-fotografico parli chiaro. Supera ogni osservazione contraria, quindi per me la sentenza della Corte d'appello di Firenze era perfetta", dice a TPI.it l'avvocato Fabio Anselmo che, oltre a essersi occupato del caso di Stefano Cucchi, è anche il legale della famiglia Magherini.

"La sentenza della Cassazione è stata depositata in 14 giorni, un tempo record", osserva il legale. "In trent'anni di carriera non ho mai visto precedenti simili. In più questa sentenza va oltre le aspettative dei difensori degli imputati". Anselmo preferisce non commentare i dettagli contenuti nelle motivazioni della sentenza. Si limita a dire: "Il dramma è che questa sentenza è una sentenza di merito della Cassazione (la Corte di Cassazione nel nostro ordinamento è giudice di legittimità, non può esprimersi nel merito dei fatti, che vengono accertati nei primi due gradi di giudizio, ma solo sulle questioni di diritto, ndr)". "Non voglio commentare il contenuto nello specifico", aggiunge Anselmo. "Attendo che lo facciano i giuristi delle università, più titolati di me, che ne faranno sicuramente oggetto di studio e analisi".

L'avvocato ribadisce però la volontà della famiglia Magherini di andare avanti con la richiesta di giustizia, facendo ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo. "La famiglia è distrutta, profondamente distrutta, e io di questo mi dolgo ed esprimo il più vivo dispiacere", dice Anselmo a tpi.it.

"Però sì, andremo alla Corte europea e poi vediamo. Credo che metteremo su una bella squadra per far ricorso alla Corte europea". Intanto sul web è stata lanciata una raccolta fondi per aiutare la famiglia Magherini con le spese legali, dopo che il padre di Riccardo Magherini, Guido, ha dichiarato che pur di andare avanti è disposto a vendere tutto ciò che possiede.

 

 

 



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