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Caso Cucchi. Carabiniere testimone: io trasferito e demansionato, il governo mi ascolti

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La Repubblica, 20 giugno 2018

 

Appello a Salvini, Di Maio e Conte: "Ho fatto mio dovere e pago". La ministra Trenta: "Voglio incontrarlo". Il Comando: "Trasferito perché vive un disagio psicologico".

"Per aver fatto il mio dovere, come uomo e come carabiniere per aver testimoniato nel processo relativo a Stefano Cucchi, morto perché pestato dai miei colleghi, mi ritrovo a subire un sacco di conseguenze". Così Riccardo Casamassima, l'appuntato dei carabinieri che con la sua testimonianza ha fatto riaprire l'inchiesta sul decesso di Stefano Cucchi, in un video postato su Fb. Casamassima si rivolge "ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: mi ascoltino".

"Avevo manifestato le mie paure prima del processo del 15 maggio - spiega - paure che si sono concretizzate perché mi è stato notificato un trasferimento presso la scuola allievi ufficiali. Sarò allontanato e demansionato e andrò a lavorare a scuola dopo essere stato per 20 anni in strada. È scandaloso. Ho subito minacce, nessuno mi ha aiutato.

Mi appello alle cariche dello Stato, ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: è giusto che una persona onesta debba subire questo trattamento? Mi stanno distruggendo. Mi recherò al comando generale per incontrare il nuovo comandante generale. Se non mi verranno date delle spiegazioni - aggiunge - sarò costretto ad andare in Procura e a denunciare quello che sta succedendo perché il processo Cucchi è ancora aperto e quindi una qualsiasi azione fatta nei miei confronti lo va a compromettere. Per giustificare il trasferimento lo motivano giudicandomi "poco esemplare e inadeguato al senso della disciplina", conclude Casamassima.

"Massima solidarietà a Riccardo Casamassima, il carabiniere che ha fatto il suo dovere raccontando al magistrato quel che sapeva sulla morte di Stefano Cucchi" afferma intanto Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea. "È stato declassato e trasferito mentre meriterebbe una medaglia".

All'appello del carabiniere ha risposto il neoministro della Difesa Elisabetta Trenta: "Ne ho già discusso con il comandante generale dell'Arma e sono disponibile a parlare con lui. Sicuramente - ha aggiunto - ci sono dei fraintendimenti e quello che dice nel video va approfondito".

Il Comando generale dell'arma si è poi espresso sulla questione del trasferimento spiegando che la legione Allievi dove è stato spostato l'appuntato si trova anch'essa a Roma e "in zona più comoda per raggiungere la sua abitazione". Ma soprattutto, continua l'Arma, la decisione è stata presa a causa di una "situazione di disagio psicologico, che Casamassima ha più volte rappresentato anche pubblicamente, avvertito per la presenza nella stessa caserma di uno dei militari da lui chiamati in causa per il caso Cucchi e di un altro che avrebbe usato parole offensive nei suoi riguardi". Infine il Comando ha ribadito la solidarietà verso la famiglia Cucchi.

La sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, è intervenuta su Facebook sulla questione con un post durissimo: "Il Carabiniere Riccardo Casamassima ha testimoniato così come lo ha ha fatto la Carabiniera Maria Rosati, oggi sua compagna e madre dei suoi figli. Furono loro a dare il via a questo processo per l'uccisione di Stefano Cucchi. Sono stati sentiti dopo che alcuni loro colleghi dissero di aver visto mio fratello estremamente sofferente dopo quel feroce pestaggio subito alla caserma della Casilina durante il foto segnalamento.

Sono stati sentiti dopo che alcuni loro colleghi avevano ammesso, davanti ai giudici, di essere stati convocati dai superiori, dopo la morte di mio fratello, per modificare le loro annotazioni. Casamassima oggi è stato trasferito alla scuola allievi con demansionamento umiliante e consistente decurtazione dello stipendio. L'ho sentito in lacrime, disperato. Cari Generali Nistri e Mariuccia, era proprio necessario tutto questo, dopo quanto è emerso durante il processo sino ad ora? La scuola allievi Carabinieri aveva proprio bisogno, oggi, di Riccardo Casamassima? Proprio oggi?".

"Nella prossima udienza dell'11 luglio dovranno sfilare di fronte ai Giudici tanti colleghi del povero Casamassima - spiega - Saranno ben consci di quel che gli è successo oggi. Ma d'altronde la Scuola Allievi aveva bisogno improcrastinabile di lui. Da più parti, dopo quanto sta emergendo al processo, ci viene raccomandata cautela e prudenza. Ci viene letteralmente detto di stare attenti. Lei, Generale Nistri, ci ha detto che tutti hanno scheletri nell'armadio. Noi non li abbiamo, a meno che qualcuno non ce li metta. Ma questa è fantascienza".

 

 

 



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