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Campania: laurearsi nelle carceri, ora si può

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di Luciana Pennino

 

napoliflash24.it, 11 gennaio 2019

 

Per la prima volta nel Sud Italia, le persone soggette a reclusione potranno ambire a conseguire la laurea. Il 15 Gennaio avrà inizio il primo anno accademico dell'Università Federico II in carcere e nelle prime settimane di Febbraio si attiveranno i corsi. Il Polo Universitario Penitenziario della Campania nasce dalla collaborazione tra l'Università di Napoli Federico II e il Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Campania, iniziata già da alcuni anni con la firma del primo Protocollo di cooperazione e declinata attraverso una serie di attività nelle quali sono stati impegnati vari Dipartimenti dell'Ateneo. Nell'anno appena concluso è stata rinnovata questa sinergia con la firma da parte del Rettore, Prof. Gaetano Manfredi, e del Provveditore, Dott. Giuseppe Martone, di una nuova Convenzione che ha come oggetto principale proprio il Polo Universitario.

Chi ha avuto a che fare con la realtà carceraria sa bene quanto l'istruzione e lo studio siano determinanti per ottenere una sana riabilitazione, l'aumento del livello di autostima e la garanzia di condizioni di vita dignitosa per coloro che sono temporaneamente reclusi. Su quest'argomento così rilevante sento la Prof. Marella Santangelo, Professore Associato in Composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", nonché Delegato del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario della Campania.

 

Perché arriviamo dopo molti anni rispetto, per esempio, alle realtà del Nord Italia?

Direi che le condizioni dei territori si riflettono naturalmente anche sulle carceri. Voglio citare un solo esempio: la Casa di reclusione di Bollate, a Milano, è considerata a livello nazionale e internazionale uno degli istituti di pena modello d'Europa, questo per la tenacia e la capacità della direzione che nel tempo si è assunta enormi responsabilità pur di sperimentare nuove forme di vita detentiva, ma anche perché la società civile ha risposto compatta alla richiesta di collaborazione, attraverso proposte di lavoro, offerta volontaria di professionalità, scelte di investire economicamente sulle persone recluse e sull'Istituto. Ecco, credo che a Napoli siamo ancora molto lontani da tutto questo, benché ci sia una nuova generazione di direttori molto capaci e motivati. Quindi la nascita, oggi, del Polo Universitario in Campania è un segno estremamente significativo che diamo come Ateneo e come Amministrazione Penitenziaria.

Tale Polo è fisicamente ubicato nella casa di reclusione di Secondigliano, dove sono state predisposte due sezioni dedicate una all'alta sicurezza e una alla media sicurezza, per i soli detenuti uomini oltre che di Secondigliano stesso, anche di Poggioreale, di Santa Maria Capua Vetere e di Carinola. Le donne detenute, invece, che si sono iscritte, restano nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli. Gli iscritti totali sono circa 80, distribuiti su diversi Corsi di Laurea. Per loro, la Federico II ha deciso l'esonero dal pagamento delle tasse.

 

Quali sono stati, Professoressa, i Corsi di Laurea più scelti?

L'offerta formativa dell'Ateneo è di tutti i corsi di laurea, a meno di quelli a numero chiuso nazionale come Medicina e Architettura, per oggettive difficoltà sulle quali si sta lavorando. I corsi di laurea con il maggior numero di iscritti sono Giurisprudenza e i corsi triennali in Scienze Nutraceutiche e Scienze erboristiche; ci sono poi Sociologia, Urbanistica e Economia e altri ancora.

 

Come si svolgeranno le lezioni?

Una parte delle lezioni regolarmente svolte dai docenti nei vari Dipartimenti sarà registrata e inviata in Istituto; la presenza fisica di professori e/o tutors verrà garantita con una certa continuità. Stiamo inoltre lavorando con gli esperti di Federica Web-learning affinché, al più presto, sia possibile individuare una forma di connessione protetta per gli studenti detenuti, in modo che possano anche loro collegarsi e avere accesso a un patrimonio molto vasto di lezioni e materiali vari. L'obiettivo è quello di assicurare una didattica completa ed equivalente a quanto accade per gli studenti liberi.

 

Chi saranno i docenti?

È importante precisare che i colleghi presteranno la loro opera volontariamente, nel senso che le ore di lezione in carcere saranno in aggiunta al carico orario di ciascuno di noi, e avranno l'ausilio fondamentale dei tutors, ovvero di alcuni giovani laureandi o specializzandi che hanno partecipato a un bando di Ateneo per il supporto allo studio.

 

 

 



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