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Cagliari: detenuto di 67 anni muore suicida in cella

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Ristretti Orizzonti, 6 febbraio 2019

 

"Apprendere della morte volontaria di una persona genera sempre dolore e sgomento tanto più se questo avviene dietro le sbarre. E' un monito che richiama tutte le Istituzioni ad agire unitariamente per scongiurare episodi tragici di autolesionismo.

Sappiamo che non sempre è possibile prevedere questi atti né scongiurarli in extremis come spesso Agenti e Sanitari fanno. Occorrono però più progetti mirati e iniziative che devono rendere meno afflittiva la pena". Lo afferma Mara Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme", avendo appreso del suicidio di un detenuto nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta A.T., 67 anni, di Sant'Antioco.

"Il carcere - sottolinea - racchiude accoglie tante fragilità personali difficili da gestire. Molte non sono neppure capaci di manifestare apertamente il disagio. Ecco perché diventa indispensabile la presenza di programmi e attività molteplici con personale (Agenti, Educatori, Psicologi) adeguato ai bisogni. Occorre una maggiore attenzione da parte del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per migliorare le condizioni di vita dentro le strutture e promuovere la realizzazione di Case di Accoglienza alternative agli Istituti di Pena".

 

 

 



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