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Bolzano: primo caso di project financing riferito all'edilizia carceraria

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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 20 ottobre 2016

 

Il Nuovo istituto, realizzato da un gruppo di aziende, sarà inaugurato nel 2018. Mentre negli Usa tramonta l'era delle carceri private, in Italia il modello potrebbe prendere piede. È slittata a giugno 2018 l'inaugurazione del nuovo carcere di Bolzano a causa di alcuni ritardi nei lavori e problemi con la gara di appalto. Questa struttura, voluta fortemente dalla Provincia autonoma di Bolzano, potrebbe essere definito il prototipo del carcere privato. Nel 2013 la Provincia Autonoma ha pubblicato il bando di concessione dal valore di 72 milioni di euro, riguardante il finanziamento, la progettazione e la costruzione del nuovo istituto penitenziario.
Il vincitore dell'appalto viene indicato anche come gestore delle questioni interne. Il terreno su cui sorgerà il penitenziario - 18 mila metri quadri d'estensione - sono stati acquistati dal Gruppo Podini e Rauch di Bolzano. Vincitore dell'appalto è Inso, controllata della società romana delle costruzioni civili Condotte spa. Una società leader nel mercato italiano che include operazioni nell'ambito del tunnel del Monte Bianco, della metropolitana milanese e della Tav in Toscana. Il carcere - progettato per 220 detenuti - è il primo esempio in Italia di partnership pubblico-privato applicata alla reclusione ed il primo caso di project financing riferito all'edilizia carceraria. Ciò è dovuto dall'articolo 43 del Decreto Liberalizzazioni promosso dall'ex governo Monti che introduce il cosiddetto "Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie. " Come si legge nel decreto, la misura è stata introdotta per "fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento delle carceri, " riconosce "al concessionario, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi" e obbliga il concessionario a "prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture, con il finanziamento di almeno il venti per cento del costo di investimento. "
Quello di Bolzano non sarà il primo carcere privato d'Italia, ma ci si avvicina molto. Il rischio che potrebbe avvicinarsi lo spettro del business privato sul sistema penitenziario è finora scongiurato. A riassicurarci è stato lo stesso ministro della Giustizia Orlando a proposito della realizzazione di nuove carceri: "È del tutto avveniristico in Italia pensare a carceri di proprietà dei privati e gestite dai privati, come avviene negli Usa, dove il business ha avuto come effetti l'aumento del numero dei detenuti. Io sono contrario alla privatizzazione, credo che ci siano anche dei vincoli costituzionali, l'esecuzione della pena non può essere delegata a un altro soggetto. Nel nostro Paese poi, con la criminalità mafiosa, sarebbe addirittura inquietante".

 

 

 



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